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venerdì, aprile 22, 2005
GRILLINI: "RATZINGER UOMO INTELLIGENTE CHE NON COGLIE LA MODERNITÀ"
Cosa pensa dell'elezione di Joseph Ratzinger, nuovo papa Benedetto XVI. Tutti lo definiscono un conservatore e certamente non si può dire che la sua posizione nei confronti delle coppie gay sia così aperta...
Siamo di fronte alla vittoria del grande inquisitore. La scelta del conclave era scontata. Non dimentichiamo che si tratta di un conclave disegnato dal vecchio Papa, a sua immagine e somiglianza, con la nomina di numerosissimi cardinali tutti conservatori, se si esclude Martini. Il risultato quindi era abbastanza certo e non a casao alla vigilia tutti davano per scontato l'elezione di Ratzinger. E' sicuramente il più intelligente e il piu colto dei cardianli del conclave.
Però è anche uno dei più austeri e meno aperti alla modernità...
E' sicuramente il più rigido tra i difensori dell'ortodossia e di una religione chiusa in se stessa che, a mio parere, è incapace di affrontare la modernità.
Il nuovo papa ha definito in passato un fenomento "moralmente e socialmente inquietante" quello dell'omosessualità. Cosa ne pensa?
Si capisce il perchè di questo. Ratzinger è un perfetto rappresentante della gerontografia vaticana e si tratta di persone che non solo per motivi anagrafici, ma anche per motivi culturali vivono sotto un'altra dimensione che è quella degli anni '40, '50 e '60 quando l'omosessualità non aveva l'identità che ha oggi, ossia quella di un moderno fenomeno di massa, di adulti che esprimono la propria identità in libertà. Questa è una cosa che Ratzinger e i cardianali non hanno gli strumenti per capire nè per interpretare e soprattutto renderla coerente con l'impianto culturale della Chiesa cristiana cattolica.
Si è anche rivolto a voi politici dicendo che se "ci dovesse essere un progetto di legge favorevole alle unione degl omosessuali, il Parlamento cattolico ha il dovere morale di esprimere il suo disaccordo".
Come vede siamo anche di fornte ad una intromissione nella politica e alla trasformazione dei dogmi di fede in indicazioni politiche. Sicuramente Ratzinger è uno di quelli che chiede ai parlamentari cattolici di trasformare l'agenda politca. Il Vaticano in questo modo fa politica con dei cardianli, come Ruini, che si comportano come "capo partito" e che intervengono pesantemente sulla politica. E questa intromissione nella politica Ratzinger la ha espressa in modo magistrale nella lettera rivolta ai politici.
D'altra parte dietro tutte le encicliche del papa polacco c'era sicuramente la mano del nuovo pontefice. Ratzinger è stato l'autore, l'ispitratore di Giovanni Paolo II. Credo anche che l'indicazione dell'elezione di Ratzinger sia stata data, in modo esplicito, dal precedente papa prima che morisse. Tutte le liturgie seguite al conclave mettevano Ratzinger in primo piano, dalla messa del funerale, alla messa prima del conclave, al discorso contro la presunta dittatura prima del relativismo dell'io desiderante.
Però Ratzinger dice una cosa abbastanza normale e cioè che la chiesa rispetta ma non approva l'omosessualità perchè questa non è alla base dell'unione matrimoniale, nè può essere equiparata alla famiglia cattolica.
Nell'ottica della separazione tra Chiesa e Stato il matrimonio civile tra omosessuali non ha nulla a che fare con il matrimonio cattolico. Quindi il paragone è del tutto destituito di fondamento. Noi ci muoviamo in un' ottica laica e civile, Ratzinger si muove in ottica religiosa. Noi non invadiamo la sfera religiosa, al contrario Ratzinger invade la sfera statuale. Questa è la differenza fondamentale tra un laicista come me e un intrgralista come Ratzinger. C'è però una cosa positiva nell'elezione di Ratzinger: abbiamo un Papa che esprime con molta chiarezza una posizione con cui noi siamo in totale dissenso. Quindi non ci sono spazi di mediazione da questo punto di vista, almento per ora.
Qualcuno dice che riserverà delle sorprese...Ma lei crede nella possibilità di qualche apertura o è pessimista?
No, non credo e anzi sono convinto che l'elezione di questo papa è l'espressione di un sacro terrore dei cardianli contro il cambiamento e contro la modernità, che non sanno interpretare. Questo è il punto. Una istutuzione bimillenearia com la Chiesa deve essere brava anche ad adattarsi, e invece siamo in uno snodo storico dove noi abbiano di fornte un'istituzione incapace di dialogare con i fenomeni della modernità ed è soprattutto incapace di dialogare con gli esseri umani. Il grande nemico di questa chiesa cattolica è la libertà dell'individuo come tale. Lui dice l'individuo non pu farsi Dio di se stesso, noi diciamo che finalmente vivaimo in un momento in cui gli esseri umani possono diventare padroni di sè e del proprio destino. Lui dice che esiste un'autorità al di fuori di noi, la verità assoluta e definitiva di cui noi siamo i mediatori, invece nell'ottica illuministica e nella nostra è l'essere umano che è depositario della verità ultima.
Perchè secondo lei la questione omsessuale è cosi importante per questo Papa?
Perchè noi esprimiamo sul piano culturale, politico e anche filosofico una questione essenziale, e cioè il diritto universale all'identità, ossia il diritto di ogni essere umano, omosessuale o eterosessuale che sia di avere una vita dotata di senso. Ratzinger dice che il senso è Dio, noi diciamo che il senso è l'individuo. La realizzazione del sè, che noi appoggiamo pienamente, è invece una bestemmia per Ratzinger, perchè la realizzazione è Cristo.
Bè, ma questo è anche normale che lo pensi...
Certo che è normale, ma non è normale che lo imponga...
Ma lui lo impone ai cattolici.
No, lui lo vuole imporlo a tutti ed è questo contro cui ci battiamo. Io contesto a questo Papa la sua intromissione nella politica, non perchè non abbia il diritto di fare politica, ma perchè utilizza i trucchi elettorali e le truppe dei cattolici in politica per imporre alla maggioranza le posizioni di una minoranza attrraverso la legge. Quelle posizioni che non si riescono più ad imporre con l'egemonia di una fede che va scemando attraverso un'azione politica deteriore. Imporre ad una maggioranza che non condivide più nei fatti quelle posizioni. L'elezione di Ratzinger è la espressione della grande debolezza della Chiesa in questa fase, che tenta di improrre attraverso la politica ciò che non riesce ad imporre attraverso l'egemonia culturale e religiosa
20/04/2005 - Affari Italiani - Benedetta Sangirardi
USA. SUORA PRO GAY "RATZINGER SCELTA DEVASTANTE"
(ANSA) - NEW YORK, 20 APR - La scelta di Joseph Ratzinger come papa sara' ''devastante'' per chi nella Chiesa chiede maggiore tolleranza su temi come l'omosessualita': lo sostiene la suora americana Jeannine Gramick, che nel 1999 ricevette dall'allora prefetto della Congregazione per la dottrina della fede l' ordine di interrompere un'attivita' pastorale tra gay e lesbiche.
Benedetto XVI ''probabilmente impedira' alla Chiesa di entrare nel XXI secolo e di uscire dal Medioevo'', ha detto la Gramick alla tv americana Cbs.
Nel 1977 la suora fondo', con padre Robert Nugent, un'organizzazione cattolica chiamata New Ways Ministry, dedicata agli omosessuali.
Sei anni fa, pero', il loro lavoro fu fermato dal cardinale Ratzinger, che giudico' i loro insegnamenti ''sbagliati e dannosi'' e sottolineo' che l'iniziativa ''ha causato confusione nel popolo dei cattolici romani''.
Nugent interruppe l'attivita' pastorale, la suora invece prosegui', lasciando il proprio ordine religioso.
20/04/2005 - ANSA
PAPA RATZINGER IL PIU' REAZIONARIO DEI CARDINALI ELETTO A CONTINUARE L'OPERA REPRESSIVA DI WOJTYLA
Milano, 19 Aprile 2005 - PAPA RATZINGER - BENEDETTO XVI E' IL PONTEFICE DELLA PIENA RESTAURAZIONE : CONCLUDERA' LA REPRESSIONE INTERNA DECISA DA GIOVANNI PAOLO II - LA MACCHINA DELLA CURIA HA PREVALSO
SUGLI EPISCOPATI E SULLE DIOCESI ED ANCHE SUI TEOLOGI DEL RINNOVAMENTO COME SULLA CHIESA DELLE COMUNITA' - ORMAI LA CHIESA SI RIVOLGE ALL'INDIETRO FORTE DI UNO STRANO "POPULISMO PAPALISTA" CHE RENDE ACCETTABILI POSIZIONI ASSURDAMENTE FUORI DAL TEMPO - PAPA RATZINGER E' STATO IL PIU' ODIATO FIRMATARIO DI DOCUMENTI SEMPRE PIU' RESTRITTIVI E OPPRIMENTI IN TUTTI I CAMPI COME PREFETTO DELL'EX SANTO UFFICIO E TRIBUNALE DELLA SANTA INQUISIZIONE ROMANA: LA SUA NOMINA E' UN GIORNO DI LUTTO PER LA CHIESA UNIVERSALE, ALMENO PER QUELLA APOSTOLICA, EVANGELICA E COMUNITARIA APERTA AL RINNOVAMENTO CONCILIARE E AL SOFFIO DELLO SPIRITO DI CRISTO.
Brutta giornata quella che le campane hanno salutato in serata a San Pietro: l'elezione di Bendetto XVI sotto le vesti del cardinale Joseph RATZINGER, già Prefetto dell' ex S.Ufficio dell'Inquisizione.
RATZINGER è il teologo e cardinale che progressista al Concilio Vaticano II, si è trasformato sempre più, facendo carriera, in un prelato reazionario e brutalmente repressivo, anche se dietro ai modi gentili e dolci, in quest'opera sostenuto dal papa polacco Wojtyla,verso tutta la componente più intelligente, pensante e aggiornata della TEOLOGIA e verso i teologi che cercavano un rinnovamento e non la rimedievalizzione o tridentinizzazione della Chiesa, bensì l' originarietà cristiana autentica, propria della Chiesa apostolica.
Ratzinger è sempre stato chiuso su tutto, il grande regista dell'affossamento e della revisione del Concilio Vaticano II, sempre più screditato e minimizzato:
inoltre sui temi morali il suo è un bel NO su tutta la linea.
NO AI DIVORZIATI RISPOSATI, negando loro l'eucarestia
NO AD ANTICONCEZIONALI E PILLOLA
NO TOTALE SU INTERRUZIONE DELLA GRAVIDANZA
NO ALLE APERTURE SULLA SESSUALITA'
NO A RIDISCUTERE IL CELIBATO SACERDOTALE
NO AI MINISTERI ORDINATI PER LE DONNE NELLA CHIESA
NO AI GAY SIA IN COPPIA, COME UNIONI CIVILI ,CHE COME SEMINARISTI E PRETI O RELIGIOSI
NO ALLE RIFORME LITURGICHE E PASTORALI
NO SUI TEMI DELLA RICERCA SCIENTIFICA, CELLULE STAMINALI E APPLICAZIONI RELATIVE CHE RIGUARDINO GLI EMBRIONI
NO ALLA PROCREAZIONE ASSISTITA
NO A TUTTO IN UNA PAROLA
SI SOLTANTO ALLA TEOLOGIA ROMANA CURIALE ED AI SUOI INTERDETTI
Un papa che con la sessualità ha un grosso problema personale: sicuramente il più omofobo della storia recente, che sicuramente riuscirà a far soffrire milioni di persone e di famiglie, con i suoi dogmi e le sue parole dure come "sassi lapidari" che da 25 anni replica nei documenti ufficiali della Chiesa, senza alcuna considerazione per la carità e la misericordia infinita di Dio e del figlio Suo Gesù Cristo.
Con Ratzinger con ogni probabilità la Chiesa cattolica si infila in un tunnel nero, con la possibilità di veder esplodere una serie di scismi che dilanieranno l'unità del corpo ecclesiale.
E' IL PAPA DELL'OPUS DEI E DI CL, NON DEI CRISTIANI DEL MONDO.
UNA PAROLA SUI CORTIGIANI GIORNALISTI ALLA BRUNO VESPA PER INTENDERCI: SONO LORO IL NUOVO BRACCIO SECOLARE DELLA CHIESA CATTOLICA, UN BRACCIO MASSMEDIATICO POPULISTA ACRITICO E ACEFALO, CHE INNEGGIA SEMPRE E COMUNQUE SENZA SE E SENZA MA PURCHE' SIA POTERE CLERICAL - VATICANO, ANCHE DELLA PEGGIORE SPECIE, SONO LORO I CHIERICI CARDINALI VERI CHE OSANNANDO PER GIORNI IL PAPA DEFUNTO HANNO POI MESSO SUL TRONO DI PIETRO IL PAPA TEDESCO PIU' REAZIONARIO E ANTIMODERNO CHE SI POTEVA SCEGLIERE TRA I VECCHI E MENO VECCHI 115 CARDINALI DELLA SISTINA.
COMITATO DIRETTIVO DEI TEOLOGI LAICI
20/04/2005 - Comunicato Stampa - Centro Studi Teologici
martedì, aprile 05, 2005
Addio Giovanni Paolo II
Il Papa sta morendo in Vaticano ed un commento si impone: certamente un grande rispetto per chi si sta spegnendo, ma anche per chi a causa sua ha sofferto. L'editoriale del nostro direttore.
Bisogna portare a chi, dopo una lunga sofferenza, sta morendo.
In qualche modo questo grande evento collettivo, mondiale, di profondo cordoglio per la sua morte, tocca tutti noi, gay e lesbiche, cattolici, di altre confessioni od atei.
Ma questa morte, il rispetto che di fronte a questa è dovuto e anche una certa reverenza per una persona che ha segnato profondamente la storia dell'umanità dell'ultimo quarto di secolo, non può farci tacere rispetto al ruolo che il suo pontificato ha avuto nella vita concreta delle lesbiche, dei gay, dei bisessuali e delle persone transessuali del pianeta.
Non riesco neppure oggi, neppure di fronte alla morte, dimenticare chi è questo signore polacco che si sta spegnendo nelle stanze del Vaticano. E il fatto di essere bombardato, io come tutti voi, da telegiornali e giornali che non riescono minimamente a parlare d'altro e che lanciano continue e patinatissime agiografie su di lui, mi impedisce ancor di più di tacere.
Questo Papa lo ricordo certamente come un grande artefice della pace mondiale, un grande mediatore, una persona spesso al fianco dei più poveri e un po' meno a fianco dei potenti (Pinochet a parte), uno che ha sfidato l'Unione Sovietica e quello che quell'impero rappresentava e che nella distruzione di quella dittatura ha avuto un ruolo non secondario, uno che ha abbracciato tante persone sieropositive, anche se con quell'atteggiamento pietistico e compassionevole che non è facile, da laici, condividere.
Ma non posso non ricordarlo come il papa più omofobo di tutti i tempi, quello che ha sbattuto la porta in faccia nell'anno del Giubileo al 5% della popolazione mondiale, unica categoria non accolta quell'anno e la cui manifestazione è stata apertamente osteggiata, quello che ha dato il via ad una caccia alle streghe senza fine nella Chiesa mondiale ai preti ed alle suore omosessuali, quello che ha occultato lo scandalo della pedofilia nella Chiesa statunitense, quello che ha condotto una battaglia senza tregua contro qualsiasi riconoscimento delle coppie dello stesso sesso, quello che ha messo il veto alla risoluzione dell'ONU contro la penalizzazione dell'omosessualità anche con la pena di morte in molti paesi del mondo, quello che si è circondato di alcuni personaggi (come quel Ratzinger che oggi La Repubblica dice potrebbe pure diventare papa) che semplicemente ci vedrebbero di nuovo bruciati sul rogo, come facevano un tempo proprio nelle terre in cui abito, quello che ha lasciato che l'AIDS fosse intesa come giusta punzione divina contro le aberrazioni sessuali degli uomini gay, quello che in nome del rispetto della vita (ovviamente vita di quelli che hanno ancora da nascere, non di quelli che vivono) ha impedito l'utilizzo del preservativo in molti paesi poveri del mondo, aiutando così che l'epidemia si espandesse a larghissime parti della popolazione.
Come giustamente commenta stamani John Gallagher su Planetout.com, grazie a lui, l'omosessualità è entrata nella top ten dei mali della modernità da combattere. Questo posizionamento era dovuto alle sue esperienze. Come giovane, ha visto l'occupazione nazista della Polonia. Come vescovo e poi come cardinale, ha resistito alla repressione di un regime comunista. Una volta che il comunismo è caduto, qualcos'altro ha dovuto prendere il posto nei mali da combattere. E noi, con le nostre rivendicazioni, con la nostra chiamata di dignità e diritti, eravamo lì, pronti, a colmare quel vuoto.
Non riconoscergli questo ruolo, anche in questo momento in cui merita profondo rispetto per la morte che lo sta raggiungendo, non sarebbe giusto per le tante ed i tanti che hanno sofferto e stanno soffrendo a causa sua.
Alessio De Giorgi, Direttore
02/04/2005 - Gay.it - Alessio De Giorgi
PAPA : FU IL PRIMO A LAVARE I PEDI AI MALATI DI AIDS ANCHE OMOSESSUALI
MILANO, 1 Aprile 2005 - PAPA - SE GIOVANNI PAOLO II NON E' RITENUTO OBIETTIVAMENTE UN PAPA AMICO DEGLI OMOSESSUALI, PER VERITA' STORICA VA DETTO CHE : FU IL PRIMO PAPA A LAVARE I PIEDI AI MALATI DI AIDS E TRA QUESTI ANCHE GIOVANI OMOSESSUALI, IN SEGNO DELL'AMORE DI CRISTO PER GLI ULTIMI, DURANTE UNA CELEBRAZIONE DEL GIOVEDI' SANTO PRIMA DEL GIUBILEO - NONOSTANTE LE SUE POSIZIONI CONTRARIE ALLE COPPIE GAY FECE PUBBLICARE SULL'OSSERVATORE ROMANO LE DISPOSIZIONI PASTORALI PER L'ACCOGLIENZA DEGLI OMOSESSUALI NELLA CHIESA A PARTIRE DALL'ANNO 1996, CONDANNANDO LA DISCRIMINAZIONE DEGLI OMOSESSUALI
DURANTE GLI ULTIMI ANNI DELLA SUA VECCHIAIA E MALATTIA, APPROFITTANDO ANCHE DELLA SUA ESTREMA DEBOLEZZA, I DICASTERI DELLA CURIA VATICANA INTESIFICAVANO I DOCUMENTI PER L'ESCLUSIONE DEI GAY DALLA VITA MINISTERIALE E COMUNITARIA DELLA CHIESA.
Papa Giovanni Paolo II volle lavare i piedi a 12 malati terminali di AIDS, (come fece Gesù con i suoi 12 apostoli durante l'ultima Cena) tra questi anche alcuni giovani omosessuali, durante la lavanda dei piedi del Giovedì Santo, prima del Giubileo.
Il primo Papa che ha testimoniato l'amore di Cristo per la categoria dei malati di AIDS, senza distinzioni : inoltre fu sua la decisione di far pubblicare le disposizioni per l'accoglienza delle persone omosessuali dentro le comunità cristiane, nell'anno 1996, per superare gravi discriminazioni.
E' durante gli ultimi anni che purtroppo alcuni dicasteri della Curia vaticana hanno invece intensificato un'azione inversa con documenti sempre più ostili ai gay e alle lesbiche.
Il Papa, pur avendo mantenuto una posizione rigida e intransigente sulle coppie di fatto e omosessuali, dal lato umano e pastorale - per verità storica - ha tentato almeno alcuni segni simbolici verso questa minoranza da sempre esclusa, anche per iniziare qualche nuovo percorso nella Chiesa.
Ci auguriamo che il suo successore possa continuare su queste orme, ancora fragili, ma almeno tracciate inizialmente, tra mille difficoltà interne alla gerarchia e alle comunità cristiane.
prof. Giovanni Felice Mapelli
02/04/2005 - Comunicato Stampa - Centro Studi Teologici
LE ULTIME ORE DI GIOVANNI PAOLO II, LA FINE DI UN’EPOCA
Il rispetto per il lento spegnersi di una vita non ci faccia dimenticare ciò che ha rappresentato questo Papa
In queste ore il mondo guarda a San Pietro con grande apprensione e rispetto. Il tramonto di un indiscusso protagonista della scena mondiale degli ultimi 25 anni, pone interrogativi forti. Il giusto silenzio davanti alla sofferenza e al rapido fuggire della vita, non può cancellare che questo Papa è stato un fiero avversario di ogni qualsiasi apertura della Chiesa verso le questioni che attengono la morale sessuale, l’autonomia dei corpi, le aspirazioni sentimentali di milioni di gay e lesbiche.
Con il rigore asciutto, in sintonia con il generale cordoglio per la fine di un pontificato così storicamente importante, delle parole che vanno pronunciate con attenzione ed equilibrio, come movimento lgbt italiano non vogliamo, ne dobbiamo, rinunciare ad evidenziare che Giovanni Paolo II è stato il campione di una normalizzazione curiale che ha consumato la propria rivincita sulle pur timide aperture del Concilio Vaticano II. Il Papa polacco ha riportato indietro le lancette della storia e immerso la struttura ecclesiale in una sorta di moderno medioevo, giocato con abilità sulla scena mondiale e sui mass media, conciliando indiscutibili importanti prese di posizioni sui temi della pace e della risoluzione dei conflitti, con altrettanto fermi moniti contro le libertà individuali, e i diritti civili.
Stiamo per essere sommersi da una campagna stampa, che accrediterà esclusivamente i meriti di questo importante uomo del nostro tempo; sarà quasi impossibile ascoltare voci dissidenti, che ricordino le poche cose qui descritte (e tante altre potrebbero essere ricordate…); come dirigenti e militanti del movimento lgbt italiano, manteniamo salda la nostra testimonianza di un popolo, che non può e non deve sottacere quanto, a causa anche di questo Papa, si è protratto e accresciuto dentro la Chiesa un atteggiamento discriminatorio verso le persone omosessuali.
01/04/2005 - Gaynews.it - Aurelio Mancuso
GAYAMENTE EBREI
C'è un ebraismo progressista riformato, che difende i diritti degli omosessuali, celebra le loro unioni, acconsente alle adozioni. Ce ne parla Roberto, fondatore del gruppo 'Etz CaHol'.
MILANO - C'è un ebraismo progressista, un ebraismo riformato. E c'è un gruppo di gay ebraici che nel Veneto, sulla scia di questo movimento, difende i diritti delle persone omosessuali nelle sinagoghe, promuove le vocazioni e le istituzioni di rabbine e rabbini, celebra l'unione di coppie omosex ed è favorevole alle adozioni di bambini da parte di coppie lesbiche e gay.
"Etz CaHol", che in ebraico significa "Albero azzurro", è il nome che gli omosessuali giudaici hanno scelto per un gruppo di auto-aiuto e di dialogo sulla sessualità e le tradizioni ebraiche.
Roberto Lumbroso, fondatore di Etz CaHol insieme al suo compagno Manuel Nakache, ce ne parla: «Il gruppo - spiega Roberto - è rappresentato da Lev Hadash, la prima sinagoga progressista del nostro Paese, che fa parte del WUPJ (World Union for Progressive Judaism), ed ha come sua leader spirituale la rabbina Barbara Irit Aiello».
Barbara è la prima donna rabbino in Italia. In un'intervista ad "America Oggi" dichiarò: «… i gay possono essere buoni genitori se gliene viene data l'opportunità. Se mi chiedessero di farlo, benedirei un loro matrimonio sotto la khuppà (il tradizionale baldacchino sotto il quale si sposano gli ebrei, n.d.r.). A mio parere, è la cosa giusta da fare».
Roberto, che cos'è l'ebraismo progressista?
Un ebraismo che si evolve col mutare dei tempi. La riforma è nata nel Vecchio Continente, in Germania, a cavallo tra il Settecento e l'Ottocento e si è successivamente sviluppata in tutto il mondo, specialmente degli USA dove conta l'80% dei suoi sei milioni di ebrei. È un ebraismo che vuole contribuire ad arricchire l'ebraismo italiano.
Qual è il rapporto con la tradizione ebraica?
Noi la intendiamo dinamicamente e accordiamo i criteri normativi con le necessità e i sentimenti umani. Offriamo uno spazio per permettere a ciascuno di trovare il proprio modo di sentirsi ebreo. Rispettiamo la tradizione ebraica, cerchiamo di conservare il buono che viene dal suo passato. Ma viviamo nel presente, e desideriamo che l'ebraismo sia una forza attiva nelle vite degli individui, delle famiglie e delle comunità ebraiche di oggi. Siamo fedeli alla cultura ebraica, alla Torà, Mishnà, Talmud e Midrash e tutte le grandi espressioni letterarie dello spirito ebraico per noi un'inesauribile fonte di saggezza a cui ci rivolgiamo continuamente per essere guidati e ispirati.
L'ebraismo progressista promuove anche la completa uguaglianza, anche nel culto e nell'educazione religiosa, tra uomini e donne.
Le donne pregano insieme agli uomini, vengono chiamate al Sefer Torah (un grande rotolo di pergamena contenente il testo dei primi cinque libri della Bibbia) e vengono ordinate rabbine. Nelle sinagoghe progressiste si riconoscono pieni diritti agli omosessuali che possono sposarsi regolarmente al cospetto di un rabbino e possono adottare bambini. Ogni anno moltissimi rabbini gay e rabbine lesbiche vengono ordinati dal Seminario rabbinico americano.
Puoi spiegare ai nostri lettori la metafora di Etz CaHol?
L'Albero Azzurro, oltre a essere il simbolo dell'ebraismo moderno, simboleggia l'Albero della Vita, Etz Hayym, con le sue radici ben interrate nella sua storia millenaria, un unico fusto estremamente forte e tantissimi rami, diversi gli uni dagli altri, protesi verso il cielo. L'Albero, quindi, come un solido tronco di credenze che si dirama in un'infinità di accezioni a seconda delle provenienze, degli stili di vita e della spiritualità individuale di chi si riconosce ebreo perché semplicemente "sente" di esserlo, senza preconcetti o "ufficializzazioni". L'azzurro, oltre a essere il colore dell'acqua e del cielo (maim e shamaim in ebraico) e uno dei colori simbolo della bandiera israeliana, è anche il colore del sogno e della fantasia.
Da chi è nata questa idea?
Dal mio compagno Manuel, ebreo di madre ma proveniente da una famiglia laica che ha sempre taciuto qualsiasi forma di religiosità. Manuel sentiva la necessità di trovare qualcuno che, come lui, volesse vivere il fatto di essere ebreo e contemporaneamente gay. Da questa esigenza è nato un gruppo di persone che si riuniscono regolarmente durante le festività ebraiche e che è stato riconosciuto dall'unico organismo ebraico non ortodosso in Italia: la sinagoga Lev Chadash di Milano. Ci tengo a dire che siamo un gruppo indipendente da Lev Chadash, che è una vera e propria sinagoga mentre noi siamo un gruppo che si riunisce nella nostra sede di Padova e amministriamo il culto autonomamente proprio come qualsiasi famiglia ebraica.
L'ebraismo, quindi, è un'infinità di correnti diverse?
Il quadro è questo: ci sono i movimenti ortodossi che adottano una chiusura totale all'omosessualità e seguono ligiamente la Torah. Ci sono gli ebrei chassidici, ad esempio, che interpretano letteralmente la Torah con tutti i precetti al seguito; in realtà loro sono ultra-ortodossi. La riforma invece, che costituisce il movimento maggioritario negli USA, rivaluta positivamente la realtà omosessuale, esistono anche sinagoghe esclusivamente gay con rabbini gay o rabbine lesbiche. In America tra i reform e gli orthodox ci sono i conservative, generalmente favorevoli all'accoglienza delle persone omosessuali, a seconda però delle differenti congregazioni.
Quando si sente parlare di "ebrei gay" viene in mente una forma insolita di doppia discriminazione: la realtà che descrivi, invece, non è così drammatica...
Sarà un fatto del tutto eccezionale ma né io né il mio compagno ci siamo mai sentiti discriminati perché ebrei o gay, oltre ovviamente al normale processo di "coming out". Anzi. Nella religione abbiamo trovato grande sostegno perché il nostro movimento accoglie di pari grado ogni individuo indipendentemente dal sesso o dalla scelta sessuale. Sappiamo che l'ebraismo italiano è un'altra questione perché è ortodosso, ma non sentiamo di imporci sull'ortodossia italiana solo perché il rabbino capo non accetta "i sodomiti". Il rabbino non è Dio e ciascun ebreo può aderire alla congregazione che lo rappresenta meglio.
Certo che avere una sinagoga riformata in Italia è un vero salto di qualità: vi siete trovati "ufficializzati" come gruppo "senza chiedere il permesso" ad alcuno.
Infatti! La rabbina e il direttivo di Lev Chadash sono sempre disponibili e ci ospitano ai loro eventi trattandoci con grande rispetto e considerandoci appunto un gruppo ebraico con una forte caratteristica peculiare che è solo nostra. Nnon c'è nessun ebraismo "ufficiale" quindi, perché "tutte le correnti sono ufficiali". Nessuno "detta legge", ognuno è libero riunirsi con chi desidera. Il rabbino non intercede con Dio, la sua è una figura di maestro e di guida per coloro che desiderano rivolgersi a lui/lei per qualsiasi tipo di problema. Se si partecipa ad uno shabbat, ci si rende conto che quando tutti si riuniscono dopo le preghiere a banchettare si parla molto e ciascuno ha opinioni molto diverse anche se frequenta la stessa sinagoga. Questo per dire che non c'è gerarchia all'interno dell'ebraismo, nessuno ti ordina cosa fare, è la Torah che te lo dice ma ogni uomo, ogni donna, deve trovare la sua strada. Molti rabbini ortodossi non oserebbero affermare il contrario.
L'unione e la testimonianza di te e Manuel ha riunito intorno a sé un bel gruppo di simpatizzanti.
I nostri amici provengono un po' da tutta Italia: sono donne, uomini, etero, gay, ebrei, cristiani, neo-pagani, laici... Siamo felici che gente così diversa, con vite diversissime tra di loro, macini chilometri per raggiungerci a Padova. Sono contento che Etz CaHol esista, è stata la prima grande esperienza di auto-aiuto per il mio compagno e per me.
Può prendere forma, secondo te, un ecumenismo tra omosessuali ebrei e omosessuali cattolici?
L'ecumenismo è una grande vittoria ma tende a generalizzare peculiarità spesso troppo radicate. Io, gay ed ebreo, ho diverse esigenze di riconoscimento rispetto a un gay cattolico che deve lottare contro un capo spirituale che, sebbene agonizzante, ritiene che le persone omosessuali debbano essere compatite. Noi di Etz CaHol non abbiamo avuto bisogno di lottare per sovvertire un sistema di valori che non ci rappresentava. All'inizio ci siamo creati questi valori, è vero, poi però ci siamo accorti che anche in Italia esiste una sinagoga riconosciuta a livello mondiale che persegue, a grandi linee, i nostri stessi obiettivi. Manuel ed io potremmo anche sposarci, religiosamente, senza alcun problema: cos'altro potremmo desiderare? La parità di diritti civili, certo. Ma questo è compito dello Stato e allora la discussione si sposta altrove.
Sembra un paradosso. Uno Stato laico vi nega a Roberto e Manuel la libertà di essere tutelati in quanto coppia mentre il loro ebraismo, tanto criticato e considerato vecchio come il mondo, li rende felici di essere quelli che sono e liberi di desiderare il meglio per loro stessi.
Quest'anno a Gerusalemme, nella "Città Santa", si svolgerà il World Gay Pride: israeliani, palestinesi e persone da tutto il mondo marceranno insieme per il rispetto dei diritti umani in Medio Oriente e oltre. Cosa ne pensi? Parteciperai al Pride con Manuel?
Siamo molto motivati. La città è sacra per tutte le religioni monoteiste, la capitale è contesa dal Medio Oriente e veicola più di un solo significato di fede. Così Israele è il solo e unico Stato mediorientale che può ospitare il Pride, bisogna riconoscerlo, al di là di ciò che si dice su Israele e Palestina. Forse il clima a Gerusalemme è più "caustico" rispetto a quello di Tel Aviv, decisamente più favorevole, ma è una sfida anche questa. Speriamo veramente che le presenze siano imponenti, anche perché l'evento porta in sé un messaggio di pace e di dignità umana desiderato fortemente da tutti.
28/03/2005 - Gay.it - Pasquale Quaranta
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