LETTERE
Caro direttore, a pochi giorni dall'elezione del nuovo Pontefice, ecco che la Spagna di Zapatero se ne esce con la trovata del secolo: "Sì ai matrimoni ed alle adozioni per le coppie gay". Non bastava il gay pride, ora dobbiamo subirci pure questa. In un mondo sottosopra, decadente, privo di ideali, di morale, di disciplina, dove non si distingue più il vero dal falso, il giusto dallo sbagliato e soprattutto i ruoli ben distinti e fatti per compensarsi dell'uomo e della donna, non poteva non accadere. E allora dai! Diventiamo tutti gay! Questo è il prodotto di 60 anni di "libertà", dove tutto è lecito e consentito tranne che seguire l'ordine naturale delle cose. In un regime democratico, dove tutti reclamano "diritti" e ben pochi si ricordano i loro "doveri", accadono ahimè abominii come questi e se ti dichiari "contro" subito ti tacciano di bigottismo e di razzismo. Mi chiedo se Zapatero abbia pensato minimamente alle conseguenze che tale scelta avrà sui bimbi che vengono adottati e cresceranno in una famiglia con due papà o due mamme. Quando andranno a scuola, diverranno lo zimbello preferito degli alunni, con le gravissime ripercussioni psicologiche che ne conseguiranno. Ne usciranno bambini psicotici, turbati, disagiati, magari sedati a suon di ritalin. La dignità del bambino, non viene minimamente presa in considerazione, scordandosi che egli ha il diritto di crescere con entrambe le figure, maschile e femminile. Non basta "l'amore" (come dicono loro) per crescere una creatura. Esiste un ordine biologico nel mondo che va rispettato. Stiamo decisamente raschiando il fondo. Sessant'anni di libertà, cominciano a farsi sentire. Maurizia Brunelli
27/04/2005 - Brescia Oggi