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giovedì, aprile 28, 2005


Nozze gay, obiettori i sindaci del Pp spagnolo  

Alcuni primi cittadini accolgono l’appello del Vaticano. Ma il ministro della Giustizia avverte: i pubblici ufficiali sono tenuti a rispettare la legge 

MADRID Diversi sindaci conservatori spagnoli hanno minacciato di non applicare la legge sui matrimoni tra persone dello stesso sesso. Il provvedimento, voluto dal governo socialista di Josè Luis Rodriguez Zapatero, è stato approvato la settimana scorsa dalla Camera ed entrerà in vigore una volta che avrà ottenuto anche il via libera del Senato.

Contro la normativa si è scagliato il Vaticano che ha chiesto ai funzionari pubblici di non applicarla. L'appello all'obiezione di coscienza sembra aver fatto alcuni proseliti. «Anche se la legge mi consente di sposare omosessuali, non eserciterò questa autorità e non lo delegherò a nessun consigliere dell’amministrazione comunale», ha chiarito Javier Leon de la Riva, sindaco di Valladolid, in un'intervista al quotidiano «La Razon». «Non ho nessun problema riguardo al fatto che queste coppie abbiano gli stessi diritti degli altri cittadini», ha proseguito, «ma non mi sembra giusto che la loro unione sia chiamata matrimonio». Secondo il giornale, sulla stessa linea di Riva sono anche i primi cittadini di altre grandi città della provincia della Castiglia-Leon come Avila e Leon.

Il ministro della Giustizia spagnolo Juan Fernando Lopez Aguilar ha però ricordato subito che sia ai sindaci che ai funzionari pubblici non è consentito di boicottare una legge approvata dal Parlamento. La norma, ha ricordato a Punto Radio, riguarda diritti e doveri civili, e «non ha niente a che fare con la religione o un sacramento». «Il fatto di applicare questa legge non condiziona la libertà di coscienza o la libertà religiosa, perchè in Spagna il matrimonio secondo i sacramenti è salvaguardato», ha detto il ministro. Comunque il governo spagnolo non ha ancora chiarito quali misure adotterà contro i sindaci obiettori.

La posizione del sindaco di Valladolid è condivisa dal vicesindaco di Valencia, Miquel Dominguez. Nonostante sia esponente del partito popolare, il primo cittadino di Madrid, Alberto Ruiz Gallardon, si è invece più volte detto disponibile a celebrare matrimoni tra persone dello stesso sesso. La sua però è una voce isolata nel Pp. A quanto riferisce il quotidiano «El Mundo» nel suo sito internet, stanno creando non poche polemiche in Spagna le dichiarazioni del sindaco popolare di Pontos, vicino a Barcellona. Lluis Fernando Caldentey non solo si è scagliato contro le unioni tra gay, che considera «immorali», ma ha anche definito gli omosessuali «persone tarate che nascono con una deformazione fisica o psichica».

Il segretario generale del Pp, Angel Acebes, non ha fatto commenti sulla decisione di questi sindaci e si è limitato a dire che la posizione del partito «è stata una netta opposizione al matrimonio omosessuale».

Il portavoce del partito socialista Alfredo Perez Rubalcaba ha reagito con durezza. Le posizioni espresse dai sindaci popolari sono «reazionarie», ha detto nel sollecitare il leader dell'opposizione Mariano Rajoy a «non chiudere gli occhi» quando i suoi colleghi di partito affermano «che non obbediranno alla legge». Perez Rubalcada, poi, ha chiesto al Pp di prendere provvedimenti nei confronti di Caldentey.

Il sindaco di Pontons è stato criticato però anche dal vicesegretario dei popolari in Catalogna, Francesc Vendrell, che ha definito «più che deplorevole» l'uscita contro i gay.

Il governo socialista ha ripetutamente mandato su tutte le furie la chiesa cattolica nel suo primo anno di potere, anche per avere allentato le restrizioni all'aborto, reso più facile il divorzio e permesso la ricerca sulle cellule staminali. I sondaggi mostrano però che la maggioranza degli spagnoli sostiene il matrimonio gay e le altri leggi in materia di diritti civili adottate dal governo socialista anche se queste hanno trovato una dura opposizione nella chiesa e nei politici conservatori all'opposizione.

27/04/2005 - L'Unità

postato da Diamocela | 15:57 | commenti
 
       

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