MANUALE DI SOPRAVVIVENZA LESBICA
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domenica, novembre 28, 2004


Nozze gay allâAlma Mater  

La facoltà di Giurisprudenza della storica Università di Bologna ne ha discusso con Noël Mamère, sindaco di Bègles, e col presidente di Arcigay Sergio Lo Giudice. 
Matrimonio repubblicano o matrimonio gay? Se lo è chiesto la Facoltà di Giurisprudenza dell’Università di Bologna, ospitando un ricco dibattito con al centro la singolare figura di Noël Mamère (foto a lato), sindaco della città francese di Bègles e deputato all’Assemblea nazionale che ha scosso la Francia celebrando, il 5 giugno scorso, il primo matrimonio gay del paese, quello fra Bertrand Charpentier e Stephane Chapin
Giornalista televisivo, scrittore, già eurodeputato dei Verdi, candidato alle elezioni presidenziali nel 2002 Mamère è un uomo politico considerato scomodo, spesso incline all’uso della provocazione politica come strumento per scuotere l’opinione pubblica, come quando si è opposto alla legge che vieta il velo nelle scuole francesi, considerandola limitativa di una libertà.

Il matrimonio di Bègles aveva avuto origine dal “Manifesto per l’uguaglianza dei diritti”, un appello firmato da tremila intellettuali francesi, fra i quali il filosofo Jacques Derrida, recentemente scomparso. Il Manifesto, lanciato in seguito all’aggressione violenta contro un giovane gay, a cui un gruppo di teppisti aveva dato fuoco, chiedeva fra l’altro il riconoscimento del matrimonio fra gay e fra lesbiche.

La reazione del governo francese non si è fatta aspettare: rifiuto dell’iscrizione del matrimonio e sospensione dalle funzioni per un mese per il sindaco ribelle, con una decisione che il sindaco di Parigi, Bertrand Delanoë, ha giudicato “totalmente inopportuna”.

La destra francese, invece, si è schierata con forza contro l’ipotesi del matrimonio gay, anche se, contemporaneamente, ha iniziato a incensare l’istituto del PACS, il Patto civile di solidarietà, che riconosce una serie di diritti alle coppie anche dello stesso sesso, e sta addirittura ragionando su modifiche che potenzino questo nuovo istituto e che neutralizzino la possibile apertura di un nuovo fronte politico, appunto la richiesta dell’accesso al matrimonio “repubblicano” da parte delle coppie omosessuali.

Mamère ha illustrato la situazione francese nella prestigiosa “Sala delle Armi” dell’Ateneo bolognese, di fronte ad una platea affollata soprattutto da studenti e docenti, riuniti nel contesto del ciclo di incontri “I Mercoledì di Irnerio” organizzati dal prof. Giovanni Cimbalo, docente di Diritto Ecclesiastico già in prima fila nella battaglia contro l’imposizione del crocifissi nelle scuole. L’incontro è stato promosso dall’istituto italo-francese “Maison Française” la cui direttrice, Sandra Barrère, ha introdotto l’incontro.

Fra i relatori anche il presidente nazionale di Arcigay Sergio Lo Giudice, che ha fatto il punto sulla situazione italiana, spiegando quali sono le richieste e le strategie del movimento gay e lesbico italiano e illustrando due casi concreti, quelli di Antonio Garullo e Mario Ottocento, la coppia di latina sposata a l’Aja che si è vista respingere la richiesta di iscrizione del matrimonio dal ministero dell’Interno, e quello di Pierangelo Bucci e Jaco Rozeendal, sposati a Rotterdam, a cui è stato rifiutato un certificato internazionale di matrimonio.

Al dibattito hanno partecipato alcuni dei nomi più illustri della facoltà: dall’Assessore alle Politiche per le differenze del Comune di Bologna Milli Virgilio, che ha ricordato gli elementi discriminatori contenuti nella legge sulla fecondazione assistita, al Preside Stefano Canestrari, che si è detto contrario alle adozioni ma favorevole al matrimonio gay, ai docenti Michele Sesta, titolare della cattedra di diritto di famiglia dell’ateneo bolognese, e del suo assistente Luigi Balestra, che sulle unioni gay ha organizzato una giornata seminariale per il 4 dicembre prossimo. Unica voce fortemente dissonante è stata quella di Andrea Padovani, docente di Storia del Diritto Italiano, che si è dichiarato contrario ad ogni riconoscimento alla coppie gay. A suo merito, quello di essere stato l’unico docente vicino alla Curia ad accettare l’invito a partecipare al dibattito.

Ricchi anche gli interventi del pubblico, numeroso e qualificato. Alessandra Zanobetti, del Centro interdipartimentale sul Diritto dell’Unione Europea, ha espresso una posizione ottimistica sugli effetti, anche in Italia, della direttiva europea n. 38 del 2004 sulla libera circolazione, con particolare riferimento ai casi citati da Lo Giudice. In particolare, la Zanobetti ha espresso perplessità sull’utilizzo, da parte del Ministero degli Interni, del concetto di “ordine pubblico” per vietare la trascrizione del matrimonio di Antonio e Mario: quel concetto – ha detto – sta ad intendere che è in gioco la “salvaguardia dei valori fondamentali dell’ordinamento”: è questo il caso del riconoscimento di quel matrimonio, regolarmente celebrato in un paese dell’Unione Europea? Matteo Bonini Baraldi, dottore di ricerca di Diritto di Famiglia, che è stato coordinatore di EGESO ( the European Group of Experts on Combating Sexual Orientation Discrimination, il gruppo che ha lavorato per la Commissione Europea sul monitoraggio dell'implementazione della direttiva 78/2000), ha annunciato la prossima pubblicazione del suo studio sulla situazione giuridica delle coppie omosessuali in Italia. Un invito a proseguire nella strada del riconoscimento delle condizioni giuridiche del matrimonio attraverso istituti differenti dal matrimonio stesso è stato espresso da Josè Ignacio Alonso Pèrez, ricercatore di Diritto Canonico e autore di un interessante sito sulle unioni omosessuali in Europa (http://www.lemur.unisa.it/) .

Da molti un invito: fare sì che la questione del riconoscimento dei diritti delle coppie gay e lesbiche varchi più spesso le aule dei Tribunali. La giurisprudenza potrebbe portare là dove la legislazione ha paura ad arrivare.

28/11/2004 - Comunicazione - Sergio lo Giudice



postato da Diamocela | 17:39 | commenti


EU: VERSO IL RICONOSCIMENTO DEI MATRIMONI GAY?  

La parlamentare liberale chiede alla commissione europea che i matrimoni fra persone dello stesso sesso contratti in Olanda siano riconosciuti a livello di Unione. 


La Parlamentare Europea di D66 (liberal-democratici) Sophie In 't Veld ha portato all'ordine del giorno durante un dibattito con la commissione europea la discriminazione cui vanno incontro le coppie regolarmente sposate in Olanda nel momento in cui si trovano a che fare con altri paesi membri della UE.

L'Europarlamentare olandese ha chiesto al commissario Frattini cosa intenda fare sul piano della lotta alla discriminazione, riferendosi appunto ai matrimoni contratti fra persone dello stesso sesso nel paese dei tulipani e che non vengono riconosciuti in alcuni stati dell'Unione.


Il commissario Frattini ha risposto che il diritto al libero movimento all'interno della UE non puo' essere ristretto sulla base della scelta del partner. Inoltre Frattini ha ricordato come la Commissione abbia dato il via libera alla costituzione di un gruppo di lavoro che si occupera' proprio dei diritti costituzionali e di non-discriminazione.


L'Europarlamentare olandese ha invitato tutte le coppie gay sposate che incontrino problemi in altri stati dell'Unione per il riconoscimento del loro matrimonio a rivolgersi direttamente a lei.


E' possibile contattarla per posta elettronica all'indirizzo: sophie@d66.nl

28/11/2004 - Gaynews.it - Pierangelo Bucci





postato da Diamocela | 17:37 | commenti


"Altri Amori"  

E' appena uscita, per i tipi della Malatempora Edizioni, una raccolta di 13 racconti gay e 13 racconti lesbici, intitolata "Altri Amori". Qui di seguito potrete leggere la prefazione che ho scritto per il libro. 
ALTRI AMORI

Chissa' perche', sfogliando questi racconti gay e lesbici, mi e' tornata alla memoria una breve avventura apparsa su un vecchio numero della francese Arcadie degli anni Sessanta: "Trois hommes dans un clapier", letteralmente, "Tre uomini in una conigliera". Arcadie era una rivista "omofila", come si diceva all'epoca, con una forte valenza culturale. Quelli che a me piacevano di piu' erano gli articoli storici, ma spesso pubblicava anche dei racconti interessanti, brevi sprazzi di vita vissuta, che cercavano di presentare l'omosessualita' sotto una luce piu' positiva e piu' propositiva. Ecco, il lavoro svolto dalle edizioni Malatempora, cambiando il tempo, il paese e la lingua, e' in pratica lo stesso sintetizzato da Arcadie. "Trois hommes dans un clapier" era la cronaca di una convivenza fra un uomo anziano, il suo compagno di lunghissima data, ed il boyfriend di quest'ultimo, giovanissimo, ultimo arrivato ma perfettamente integrato nel me'nage. Negli anni Sessanta, questa poteva sembrare una situazione limite, paradossale, esagerata, ma basta dare una rapida occhiata ai trenta o quaranta racconti messi insieme in questa raccolta di Altri Amori, per rendersi conto che, ormai, la fantasia dei nostri nuovi scrittori non ha piu' limiti. Soprattutto, non hanno piu' spazio (o ne hanno poco), le storie tristi, tragiche, disperate, i rapporti infelici, le autocommiserazioni ("Mi va tutto male perche' sono un povero frocio disprezzato da tutti!"). Il gay del 2000 non pensa piu' al suicidio (o, meglio ancora, non ci pensa sempre, o non pensa solo a quelloŠ), ma a farsi una bella scopata in santa pace, a metter su famiglia, a trascorrere al meglio le sue vacanze, a rivendicare i propri diritti. Lo stesso si puo' dire della lesbica che, da questo libro, esce fuori molto piu' emancipata e sveglia ed affermata di quanto uno poteva sospettare. E lo dimostra (lo dimostrano) utilizzando tutti i modi e gli stili disponibili, dall'epistolario alla poesia, dal genere erotico al diaristico, dallo scambio di emails al noirŠ Ecco, forse questa varieta' espressiva, di forma, e' l'aspetto che piu' distingue il nostro libro dalle raccolte di fiction gaysbica che l'hanno preceduto, dai famosi Off Side di Fabio Croce, che e' stato il primo ad avventurarsi sul difficile terreno della novellistica omosessuale, o dai Men on Men curati da Daniele Scalise per la Mondadori o, sempre per la stessa casa editrice, dalle Principesse Azzurre di Delia Vaccarello. Ed anche da quella raccolta di poesie che io stesso curai per l'Ompo nell'ormai preistorico 1980, come logico seguito di quella Gay Poetry che aveva avuto cosi' tanto successo. E' un modo per poter raccontare finalmente le proprie storie o, meglio ancora, le proprie speranze, con personaggi cosmopoliti, nel nostro paese e chissa' dove, con eroi musulmani e, magari, anche di pelle nera. E non si fa fatica a prevedere che tra i nuovi autori che escono fuori da questa selezione ci sono dei nomi che continueremo a vedere in giro per parecchio tempo ancora. Divertente, nonostante il titolo, e' ad esempio "La messa per il funerale di Vittorio" di Valerio Bartolucci, dove il finale non e' esattamente quello che uno si aspetterebbe, mentre l'Elettrone Libero, di Giovanni Buzi, indica gia' una certa maturita' e dimestichezza con la penna (o con la tastiera del computerŠ), e Cara D., di una non meglio identificata "Stiepovich", raggiunge il massimo dell'ironia con una semplice battuta: "Sempre le solite. Voi eterosessuali". "Mari" ci delizia con una storia estremamente semplice, ma essenziale, dove tutto e' detto con poche parole. E' vero: ognuno di noi, ad ogni amplesso, ricorda il primo corpo che ha visto, che ha amato. Sconvolgente e', invece, la vicenda di Samira, (XVI) di Francesca Schiavon, che racconta la fuga da un paese crudele dove alle donne viene praticata l'infibulazione. Un'evasione che finisce sulle coste italiane e dove, finalmente, Samira e la sua amica potranno vivere apertamente la loro storia d'amore dopo una serie infinita di avventure. Ma questi sono solo alcuni dei racconti che ho letto. Quelli che, per qualche motivo personale, ricordo piu' facilmente. Ce ne sono tanti altri forse anche piu' gradevoli che piaceranno anche a voi. Buona lettura!


Massimo Consoli



postato da Diamocela | 17:34 | commenti


GERMANIA APPROVA LEGGE CHE CONSENTE ADOZIONI AI GAY  

Anche la camera alta tedesca (Bundesrat) ha approvato oggi in via definitiva un disegno di legge che avvicina di molto lo status legale delle unioni omosessuali a quello delle coppie sposate, e in particolare consente alle coppie gay l'adozione dei figli del partner, che provengano da un precedente matrimonio, o che siano nati tramite inseminazione artificiale nel corso del rapporto.

Il disegno di legge, proposto dalla maggioranza rosso-verde (socialdemocratici e verdi) e già approvato dal Bundestag (camera alta), ha superato al Bundesrat le resistenze dell'opposizione cristiano democratica (Cdu-Csu). Lo riferisce lo Spiegel online.


Il successo della proposta rosso-verde è dovuto all'appoggio dei Liberali della Fdp, che hanno votato contro i deputati dell'Unione, con cui condividono il governo regionale di molti Laender. Il capitolo di maggior frizione fra maggioranza e opposizione è stato proprio il via libero per le coppie gay alla richiesta di adozione: tuttavia la legge prescrive la decisione caso per caso dalle autorità competenti, in base all'interesse dal bambino, ed è ovviamente indispensabile l'accordo dell'altro genitore.


Già da tre anni le coppie omosessuali sono giuridicamente riconosciute in Germania in base ad una normativa in vigore dal 2001. Da oggi, però, le coppie gay di fatto potranno, ad esempio, scegliere un unico cognome e trasmettere al partner i suoi beni in caso di decesso. Sempre in caso di decesso, il partner che resta vedovo potrà mantenere il contratto di affitto nell'appartamento condiviso con il partner.


Il disegno di legge prevede che il regime patrimoniale delle coppie omosessuali sia parificato a quello delle coppie sposate, con la legalizzazione della comunione dei beni. In caso di separazione, anche fra le coppie gay entrerà in vigore l'obbligo di passare gli alimenti. Nel quadro della nuova normativa è previsto il diritto al fidanzamento e il correlato diritto alla richiesta di danni economici nel caso di rottura.


Secondo quanto riportato da Spiegel, saranno almeno due milioni di persone a godere dei vantaggi della normalizzazione delle relazioni omosessuali. Il disegno di legge non comprende ancora una totale parificazione dello status delle coppie gay a quelle sposate in tema di pensioni e sussidi familiari.
 
26/11/2004 - APC







postato da Diamocela | 17:25 | commenti


1 dicembre 2004 - 2004, lottiamo contro l'HIV  

Ecco le iniziative dei Circoli Arcigay in Italia in occasione della Giornata Mondiale per la Lotta contro l'AIDS 
Il 1° dicembre 2004 sarà la 16° Giornata Mondiale per la Lotta contro l'AIDS.
Ancora una volta in tutto il mondo manifestazioni, eventi culturali, punti informativi, manifesti per ricordare, gridandolo ancora più forte, la necessità di rendere visibile la prevenzione dal virus HIV e combattere le discriminazioni nei confronti delle persone sieropositive.


Quest'anno UNAIDS (www.unaids.org) L'agenzia ONU che si occupa di politiche HIV/AIDS dedica la sua attenzione alle donne, grazie allo slogan Women, girls, HIV and AIDS. Le donne infatti si trovano a fronteggiare il problema di essere spesso nel mondo discriminate in famiglia, sul lavoro, nella società, e quindi devono superare maggiori ostacoli per accedere ad informazioni sulla prevenzione e/o alle cure necessarie per le persone HIV+.


Nel suo piccolo, anche in Italia, sono diverse le iniziative intraprese per promuovere informazioni e rimuovere i pregiudizi.

Qui di seguito troverete quelle organizzate da Circoli Arcigay oppure segnalate all'Arcigay nazionale.


BOLOGNA


Dal 26 novembre al 4 dicembre @ Cassero via Don Minzoni 18

L’HIV NON DISCRIMINA, E TU?

Mostra di manifesti per la lotta contro la discriminazione delle persone HIV+

Inaugurazione ore 18 – a seguire buffet

UltraCorti Virali

Video Queer a favore della prevenzione, della sicurezza e dell’antidiscriminazione


Domenica 28 novembre ore 18 @ Cassero via Don Minzoni 18

LiberaMente – gruppo di incontro e confronto

HIV/AIDS, più o meno

Tutto quello che volevate chiedere sul virus e non avete mai avuto il coraggio di chiedere


Mercoledì 1 dicembre ore 9.30–13.30 @ Salone “Di Vittorio” 3° Piano - Camera Del Lavoro Di Bologna - Via Marconi 67/2

NESSUNO E’ IMMUNE

a cura di CGIL Emilia Romagna Ufficio Nuovi Diritti - Camera del Lavoro Metropolitana di Bologna Ufficio Stranieri

Intervengono:

Fausto VIVIANI, CGIL Emilia Romagna Ufficio Nuovi Diritti

Elda CALDARI, Resp. Progetto Obiettivo AIDS Regione Emilia Romagna

Raffaele LELLERI, Osservatorio provinciale delle immigrazioni Bologna

Andrea RIZZI, Filcea Parma

Roberto MORGANTINI, Ufficio Stranieri CdlM Bologna

Paolo LANNA, Segretario CGIL Emilia Romagna


Mercoledì 1 dicembre ore 15-19 @ via Indipendenza angolo via Righi

Distribuzione gratuita di preservativi


Mercoledì 1 dicembre ore 22.30 @ Cassero via Don Minzoni 18

INFIOCCHETTATI!

defilèe spettacolare con la partecipazione delle modelle della Maison du Casserau

a seguire absolutely queer disco night

L'INTERO INCASSO DELLA SERATA VERRÀ DEVOLUTO A

LEGA ITALIANA PER LA LOTTA CONTRO L’AIDS

MOVIMENTO IDENTITÀ TRANSESSUALE

INIZIATIVA DONNE AIDS

PROGETTO SALUTE CASSERO


Lunedì 6 dicembre ore 21.30

HIVoice – gruppo di confronto sulle tematiche HIV/AIDS

L’HIV NON DISCRIMINA, E TU?


INFO Circolo Arcigay Il Cassero, 051.555661, gasp@cassero.it, www.cassero.it


BOLZANO


Mercoledì 1 dicembre @ Chiesa Evangelica, via Col di Lana 10, Bolzano

L'Iniziativa Omosessuale Sudtirolese Centaurus - Arcigay Bolzano in collaborazione con Pro Positiv, invita tutte le persone interessate a partecipare alla SANTA MESSA (rito vetero-cattolico) alle ore 18 per ricordare le persone che ci hanno lasciato e sentirci vicini a tutti coloro che stanno combattendo per la vita.


INFO Circolo Arcigay Centaurus bolzano@arcigay.it


CREMONA


Sabato 27 novembre dalle 14.30 alle 19.30 @ Galleria XXV Aprile, Cremona

CHE PALLE L'INDIFFERENZA!

Arcigay La Rocca, Associazione VIVA, Gruppo Pro-positivo Beta 2, Tenda di Cristo, Unità Mobile di Strada saranno presenti con i banchetti delle associazioni per la distribuzione di profilattici e materiale informativo e per la raccolta di fondi tramite la vendita di palle natalizie decorate con i red ribbons.


Domenica 5 dicembre dalle 17 alle 19 @Luogocomune Arci Via Speciano n. 4 - Cremona

AIDS E ALTRE MTS

2° incontro introduttivo del Corso di Formazione per Volontari/e "Incontro al Nuovo"


INFO Arcigay La Rocca, www.arcigaycremona.it, cremona@arcigay.it


GENOVA


Mercoledi 1 dicembre 2004, ore 21 @ Teatro HOP ALTROVE, piazzetta Cambiaso 1 - Genova

L’associazione ARCIGAY GENOVA L’APPRODO con la collaborazione di CGIL NUOVI DIRITTI –LIGURIA con il patrocinio della Circoscrizione Centro Est del Comune di Genova presenta in occasione della Giornata mondiale per la lotta all’AIDS

OMOFOBIA OMOFOLLIA

spettacolo teatrale in forma di talk show, atto unico

Verranno messi in scena scritti e discorsi omofobi di personaggi famosi

della cultura, della politica, della chiesa , per smascherare chi ci odia

tanto. A cura del gruppo teatrale dell’Approdo.


Dalle ore 18 nel foyer del teatro sarà visibile la mostra di poster internazionali a favore della lotta e la prevenzione all’AIDS gentilmente messi a disposizione dal CENTRO DI DOCUMENTAZIONE ARCIGAY IL CASSERO - Bologna


INFO Circolo Arcigay L'Approdo genova@arcigay.it


GROSSETO


Sabato 27 novembre ore 23 @ Coruna Beach, Principina a Mare

Distribuzione gratuita di preservativi

Fiesta!

Party organizzato da Arcigay Leonardo Da Vinci


INFO grosseto@arcigay.it


MILANO


Domenica 28 Novembre dalle 11 alle 20 @ La Loggia di Piazza Mercanti

"NAMES PROJET- MEMORIAL QUILT"

"La Coperta dei Nomi"

Organixzzato da Asa, Associazione Solidarietà AIDS


AIDS: il Ricordo in Piazza Mercanti


Le Coperte dei Nomi quest’anno non copriranno più la pavimentazione in Galleria Vittorio Emanuele II°, ma lo spazio Della Loggia in Piazza Mercanti per un intero giorno dalle 11.00 alle 20.00. Quella che si respirerà in Piazza Mercanti in occasione della Giornata Mondiale della Lotta all’Aids sarà un’atmosfera toccante.

 


La Manifestazione della Coperta dei Nomi è diventato un appuntamento fisso per i milanesi. Essa consiste nella esposizione di pannelli in tessuto, che cuciti insieme formano una coperta.

Questi pannelli hanno tutti la stessa misura, ogni pezzo di tessuto ricorda una vittima dell’Aids, ai quali sono dedicati. Inoltre, al momento dell’apertura della cerimonia, verranno scanditi uno a uno i loro nomi.

Colori e parole per trasmettere un messaggio, soprattutto una volontà di speranza di sensibilizzazione alla realtà dell’Aids; ogni anno i pannelli continuano purtroppo ad aumentare e la Coperta è un mezzo di informazione per raggiungere sempre più persone sensibilizzandole nell’ambito dell’Hiv.

Con 140 mila casi di Aids alla fine del 2003 l’Italia è al primo posto nell’Unione Europea, lo dice una tabella delle Nazioni Unite riportata dalla Commissione Europea.


L’Asa conserva tutte le coperte dal 1987: ad oggi sono più di 1920, con un unico obiettivo: ricordare.

La Coperta italiana è attualmente formata da oltre 200 pannelli ed è già stata esposta in diverse città italiane ed europee a cura di Associazioni che ne hanno fatto richiesta.


L'Asa, Associazione Solidarietà Aids, è l’unica organizzazione italiana collegata al network internazionale Names Projet - A Memorial Quilt che sostiene e prepara l’iniziativa "La Coperta dei Nomi".

L'Asa, è stata la prima organizzazione italiana che ha promosso iniziative di gruppi di auto-aiuto, counselling telefonico e vis à vis, formazione volontari, informazione e prevenzione nei luoghi di aggregazione, gruppi di informazione nel carcere di Milano San Vittore, Corsi di Formazione FSE con il Patrocinio del Ministero del Lavoro.

L’iniziativa "La coperta dei nomi" gode del patrocinio del Comune di Milano, della Regione Lombardia e della Provincia di Milano.


MODENA


Mercoledì 1 dicembre @ KALINKA Modena

Più consapevoli, più sicuri

Incontro e dibattito con video sul tema


Mercoledì 1 dicembre @ ITAS Selmi, Modena

Peer education

Attività di educazione tra studenti


Mercoledì 1 dicembre @ AUSL Viale Molza, Modena

Pomeriggio allo Spazio Giovani

Attività di educazione tra ragazzi

by ITAS Selmi


Giovedì 2 dicembre @ OHM, Modena

Serata Rockappello


Sabato 27 novembre e Mercoledì 1 dicembre @ Piazza Mazzini, Modena

ARCIGAY Modena, ASA 97, Associazione Volontari di Strada Operatori di Strada (Coop. Sol.Do.Fa), AUSL Modena

Informazioni per la prevenzione e clownerie

con l’Associazione “Ridere per vivere”


Farmacie Comunali

Tutto l’anno sconto del 30% sull'acquisto di profilattici

Per il solo mese di Dicembre ulteriore sconto del 10%

Mercoledì 1 dicembre GRATIS presso le sedi delle iniziative

by Farmacie comunali S.p.A.


INFO 348.7669298 modena@arcigay.it


PADOVA


Cartoline "No Aids - Padova"

Grazie alla collaborazione e al finanziamento del Comune di Padova sono state stampate 5 mila cartoline con il logo "No Aids - Padova". Le cartoline sono di due tipi: nella prima è descritto l'impegno delle associazioni padovane nella lotta all'Aids, la seconda invece è indirizzata ai giovani e invita all'utilizzo del preservativo per tutti i rapporti sessuali.


Mercoledì 1 dicembre - dalle 9 alle 18

Il Coordinamento territoriale lotta all'Aids organizza tre diversi punti di sensibilizzazione della cittadinanza alla lotta contro l'Aids. Saranno distribuite delle piante di ciclamino in cambio di un'offerta libera. I punti di informazione sono in piazza Garibaldi, in piazza Duomo e davanti al monoblocco dell'Ospedale di Padova. Nei punti si potranno inoltre ricevere informazioni e opuscoli sulla lotta all'Aids. I volontari del Tralaltro saranno dalle 9 alle 18 presso il punto di informazione di piazza Duomo.


Mercoledì 1 dicembre - dalle 22.30 @ Circolo Arcigay Flexo, via Tommaseo

Infopoint del circolo Tralaltro al "Cruising club Flexo" di via Tommaseo a Padova. Saranno presenti i volontari del circolo con distribuzione di preservativi, lubrificanti, fiocchetti rossi e depliant sul sesso sicuro e sulle attività del Tralaltro.

Inoltre alle 23 "drag show" del gruppo "Lana Queen and friends"


Venerdì 3 dicembre Ore 20.30 @ Teatro "Antonianum" - via Briosco 7

Il coordinamento territoriale per la lotta all'Aids organizza la rappresentazione del musical "Tutti pazzi per Parigi" eseguito dalla compagni "La Ribalta". La rappresentazione si terrà alle 20,30 al teatro "Antonianum" di via Briosco 7 (vicino a Prato della Valle). Il biglietto d'ingresso è di 7 euro che andranno a finanziare le attività del coordinamento. I biglietti sono disponibili anche presso il circolo Tralaltro.


Sabato 4 dicembre - dalle 23 @ "Glam" c/o discoteca "Le Palais" - via Tiziano Vecellio

Glam against Aids - Safe sex night. I volontari del Tralaltro saranno nella nuova serata "Glam" presso la discoteca "Le Palais" di via Vecellio (zona Arcella). Anche in questo caso distribuzione di preservativi, lubrificanti, depliant informativi e i "red ribbon" per colorare di rosso tutta la serata.


Sabato 4 dicembre - dalle 23 @ Circolo Arcigay The Block, via Volta 1/7 - Limena (PD)

Anche presso la disco "The Block" di via Volta a Limena saranno presenti i volontari del circolo Tralaltro in occasione della giornata mondiale della lotta all'Aids. Sarà una serata di divertimento, ironia, ma anche distribuzione gratuita di preservativi, lubrificanti, fiocchetti rossi e depliant informativi.


Domenica 5 dicembre - nel pomeriggio @ Circolo Arcigay Sauna Blu, via D'Avanzo e Circolo Arcigay Sauna Metro di via Turazza

Domenica pomeriggio in sauna per i volontari del circolo Tralaltro. Saremo presenti nelle due saune del circuito Arcigay in città: la "Sauna Blu" di via D'Avanzo e la "Sauna Metro" di via Turazza. Anche qui quindi banchetti con distribuzione gratuita di preservativi e depliant sulla lotta all'AIds


INFO padova@arcigay.it


PIACENZA


Mercoled' 1 dicembre pomeriggio in strada

Banchetto in piazza insieme ai rappresentanti della LILA. Per l'occasione verranno distribuiti preservativi e opuscoli informativi per la prevenzione.


INFO piacenza@arcigay.it


REGGIO EMILIA


Mercoled' 1 dicembre ore 20.30

A cena con....Te

Il circolo Arcinova di Taneto di Gattatico (RE) in collaborazione con l’Arcigay Gioconda di RE organizza una serata con buffet e ospiti per tutti, ospiti: il maestro Freak Antoni e da Zelig Off, Alessandro Fullin; inizio ore 20.30. E’ prevista la prenotazione o attraverso il sito www.arcifuori.it (www.arcifuori.it), oppure telefonando al 0522/671970 . Entrata a offerta libera, il ricavato sarà devoluto all’Associazione LILA, per la lotta all’AIDS.


Venerdì 3 dicembre

DANIELE LUTTAZZI presenta il nuovissimo spettacolo, Bollito misto con mostarda

Presso il Circolo Arcinova FUORIORARIO di Taneto di gattatico, S. Ilario D’Enza (RE), in collaborazione con l’Arcigay Gioconda, continua la campagna di lotta all’AIDS con un infopoint sulla prevenzione, dove verrà anche raccolte le offerte libere, il cui ricavato sarà devoluto alla LILA. Prenotazione attraverso il sito www.arcifuori.it o il 0522/671970. Costo d’entrata € 12.


Domenica 5 dicembre

Una serata dedicata a...Te

In occasione della Giornata mondiale di lotta all’HIV/AIDS il circolo Il Castello del Vescovo, Arcinova di Arceto, Scandiano (RE) in collaborazione con l’Arcigay Gioconda di RE organizza una serata con buffet. In tale occasione è previsto un infopoint di sensibilizzazione sulle malattie MTS e in particolare HIV/AIDS, dove si raccoglieranno le offerte per la LILA.


INFO


Il Castello del Vescovo P.zza Castello, 6 42010 - Arceto - RE Tel./Fax : 0348/7419763 / 0522/991042 E-mail : castellodelvescovo@comune.re.it

Circolo Arci Fuori Orario - Via Don Minzoni 96/b - Taneto di Gattatico (RE)

Tel. 0522.671970 - Fax 0522.472398


Arcigay Giòconda, 0522.332372, info@arcigayreggioemilia.org


ROMA


Mercoledì 1 Dicembre 2004 Ore 21 @ Via Galvani, 65 Roma


Con il patrocinio del Comune di Roma - Assessorato alle Politiche Culturali

The Aries

World Artist Organization

presenta

PEOPLE FOR

Una serata di beneficenza

in favore dei progetti AIDS di MEDICI SENZA FRONTIERE


The Aries - World Artist Organization è un’Associazione Artistica Culturale che riunisce professionisti dello spettacolo attivi da diversi anni nel mondo della cultura e dell’arte. The Aries, ovvero gli arieti (dal momento che la metà dei soci fondatori cade sotto questo segno astrologico e gli altri hanno altrettanta tenacia), hanno nel loro dna l’ironia e il senso dell’umorismo: le nostre produzioni nascono infatti all’insegna di un modo ottimista di vedere la vita, come guardare il mondo con occhiali rosa. Certamente la nostra visione è sfalsata, distorta, “colorata”, e dunque di minoranza, ma non amiamo chi si piange addosso. Vogliamo, sulla scia della tradizione, immettere in vecchie forme artistiche la nostra vivacità e l’entusiasmo della diversità.


L’ironia e l’umorismo non ci tolgono però la consapevolezza dei gravi disagi di molte persone, soprattutto nei paesi più poveri. Gli spettacoli di The Aries sono diventati in questi ultimi anni una forte attrazione per la comunità gay e appuntamenti molto attesi e salutati con successo. Al fine di unire la nostra propensione all’umorismo con dei momenti di riflessione e soprattutto delle occasioni di generosità, The Aries ha deciso che con le serate PEOPLE FOR “donerà” una delle sua produzioni ad Organizzazioni Umanitarie dedite al lavoro attivo contro l’AIDS, un male che su tutto il pianeta ha flagellato la comunità omosessuale, rendendo più irto il cammino già faticosamente intrapreso per una liberazione dai pregiudizi e dagli ostacoli sociali. Il progetto è dunque quello di “sfruttare” il successo dei nostri spettacoli in favore di chi vive in situazioni di malattia, attraverso la sensibilizzazione del pubblico su un tema discusso e popolare negli anni dell’emergenza ma adesso molto meno. Ora che in Occidente la condizione delle persone sieropositive e di quelle malate è sensibilmente migliorata grazie ai nuovi farmaci antiretrovirali, la nostra attenzione deve necessariamente spostarsi verso zone del pianeta come in Africa, in cui l’emergenza è rimasta altissima e preoccupante e dove si muore a causa dell’elevato costo dei medicinali imposto dalle industrie farmaceutiche. Noi crediamo che la comunità gay, da sempre impegnata nella propria autodifesa e nella lotta contro i pregiudizi sociali, sia ormai matura e consapevole per rivolgere il suo sguardo anche oltre se stessa: verso le altre minoranze, verso le altre discriminazioni, verso i malati e i poveri di tutto il mondo. Questo per dare la dimostrazione di impegnarsi nella difesa non solo dei diritti dei gay ma dei diritti di tutti. E quelli alla vita e alla salute sono diritti umani universali. The Aries desidera fortemente che PEOPLE FOR diventi un appuntamento fisso: perché sia possibile una sensibilizzazione continua e capillare, perché i giovani siano “costretti” all’informazione, perché siano aiutati tutti quelli che stanno combattendo per farcela e per onorare la memoria di coloro che non ce l’hanno fatta.


Quest’anno The Aries “dona” un altro dei suoi spettacoli in favore delle campagne di sensibilizzazione sull’HIV/AIDS. Solo nell’Africa subsahariana ci sono più di 4 milioni di persone la cui vita dipende dalla possibilità di accedere a terapie. In questa parte del mondo circa 8 mila persone al giorno muoiono di AIDS.


The Aries ha deciso che quest’anno il ricavato della serata PEOPLE FOR sarà devoluto a MEDICI SENZA FRONTIERE, organizzazione umanitaria nata nel 1971 ed insignita nel 1999 del Premio Nobel per la Pace.


Medici Senza Frontiere è un’organizzazione umanitaria internazionale senza finalità di lucro, che da trent’anni assiste le vittime di guerre, carestie, epidemie, disastri d’origine naturale o umana, senza alcuna discriminazione razziale, religiosa, filosofica o politica. Il suo mandato associa l’azione medica e quella di testimonianza e denuncia delle violazioni dei diritti umani di cui è testimone. Nel 1999 MSF è stata insignita del Premio Nobel per la Pace e ne ha destinato i fondi alla Campagna per l’Accesso ai Farmaci Essenziali. Ogni anno nel mondo circa 15 milioni di persone muoiono a causa di malattie infettive: il 90% delle morti si registrano nei paesi in via di sviluppo. Infezioni respiratorie e intestinali, tubercolosi e malaria rappresentano la principale causa di mortalità in Africa, soprattutto per i bambini al di sotto dei 5 anni. Il 95% dei 40 milioni di persone affette da HIV/AIDS non può avvalersi delle terapie esistenti per allungare la vita. Un terzo della popolazione mondiale – 2 miliardi di individui – non ha accesso alle cure sanitarie. L’accesso ai farmaci essenziali ed efficaci è negato ai poveri a causa del prezzo proibitivo dei nuovi farmaci protetti da brevetto per 20 anni. Le attuali politiche farmaceutiche, in termini di mercato e di ricerca, sono regolate in modo tale da escludere la maggior parte dell’umanità. MSF considera questo squilibrio un’inaccettabile violazione del diritto fondamentale alla salute. E’ necessario che il prezzo dei farmaci non solo sia basso ma anche adeguato alle possibilità economiche dei paesi più poveri. E’ necessario garantire che tutti i paesi membri dell’OMC introducano nella loro legislazione gli articoli di salvaguardia della salute pubblica. MSF invita tutti a informarsi sul problema dell’accesso ai farmaci, sulle cause che lo negano e sulle possibili soluzioni.


GOOD AS YOU

Lo spettacolo che, tra i nostri, abbiamo scelto per questa serata è Good As You, una gay-comedy presente da due anni nei cartelloni italiani con grandi consensi di pubblico. “Good as you!” (da cui è derivata la parola acronimo “g.a.y.”) era lo slogan che durante le marce di protesta nel ‘68 gli omosessuali gridavano alle forze dell’ordine: nata quindi per indicare i manifestanti, la nuova parola è stata adottata nella lingua inglese sostituendo vecchi insulti con una parola di significato “positivo”.


INFO 328.8413335 347.9421607


TRIESTE


Mercoledì 1 dicembre dalle 10 alle 12 e dalle 16 alle 18 @ Ponte della Fabra a Trieste

Banchetto informativo in collaborazione con FRIULAIDS
 
26/11/2004 - Arcigay.it











































































postato da Diamocela | 17:21 | commenti


Quando lâamore è âinvisibileâ  

RAVENNA - Vivono, le coppie di fatto, invisibili fra tanti, sono uomini e donne legati da un vincolo amoroso, che è normato solo dalla fiducia e dalla determinazione a condividere una vita a due, magari poi graziata dalla presenza di figli. Ma né la norma giuridica, né la statistica e tanto meno la morale comune o la chiesa cattolica li ammette. Ciò che per alcuni è una libera scelta, una prova generale prima del grande passo verso il matrimonio, o una possibilità per costruire una cosiddetta famiglia estesa o ricostruita, risulta a ben guardare una condizione con ben pochi diritti dal punto di vista patrimoniale, fiscale e previdenziale. Conviventi o coppie di fatto, sono un fenomeno in crescita, ma sfuggente.Dal censimento 2001, in Emilia-Romagna le convivenze risultano essere complessivamente 2.366, ma il numero comprende anche chi conduce una vita in comune per motivi di assistenza. Dall’Istat arrivano dati nazionali: tra il 1995 al 2001 le coppie di fatto passano dall’1,8 per cento al 3,1 con 451 mila nuclei familiari su 22 milioni.“La percezione del fenomeno c’è, ma non è quantificabile - spiega l’assessore ai Servizi Sociali, Ilario Farabegoli - l’ufficio statistica del Comune non rileva il numero delle coppie di conviventi. Ma c’è la volontà di approcciarsi al fenomeno, in crescita fra giovani. Nel regolamento dell’Ert Edilizia residenziale pubblica le coppie di fatto accedono alle graduatorie. Al centro per le famiglie Roberta Giacci dell’area minori puntualizza: “Dal nostro punto di vista non è un elemento discriminante. Noi ci occupiamo di disagio, non posso dire che le coppie di fatto siano più conflittuali di quelle sposate ma certamente sono in aumento. Nella genitorialità naturale e in quella regolata dal matrimonio i bambini hanno gli stessi diritti. Nella separazione c’è un percorso diverso”.Sul tema la battaglia politica è in corso: da una parte si chiedono norme certe e dall’altra si nega la possibilità che i diritti riconosciuti alla famiglia così come indicato dalla Costituzione possano minimamente coincidere.Una proposta di legge Ds propone il Patto civile di solidarietà, cioè un accordo volontario che due persone possono stipulare al fine di regolare i propri rapporti personali e patrimoniali.La legge all’articolo due così definisce : “Si intende per patto civile di solidarietà: l’accordo tra due persone di sesso diverso o dello stesso sesso, volto a regolare i rapporti personali e patrimoniali relativi alla loro vita in comune.Nella sostanza infatti gli inconveniente della convivenza non sono né pochi né di poco conto. Sul fronte della salute se un dei due partner ha bisogno di un intervento medico urgente, l’altro non può autorizzarlo, visto che non figura come parente; il convivente non può chiedere permessi di lavoro se il partner si ammala. Passando al lavoro, il convivente che collabora all’impresa dell’altro non ha nessun diritto e deve tutelarsi con un contratto di società o di lavoro dipendente. Nel caso di scioglimento della coppia, il convivente in stato di bisogno non ha diritto a sostegno economico e se sono nati dei figli, l’affidamento è stabilito in caso di contesa dal tribunale dei minorenni. Anche dopo la cessazione della convivenza, il genitore ha l’obbligo di mantenere il figlio. In caso di decesso di uno dei due la casa di proprietà spetta agli eredi legittimi. Il convivente se espressamente indicato nel testamento potrà continuare ad abitare nella casa. Ma più che al destino delle coppie eterosessuali, di gran lunga più numerose, tutti sembrano molto più intrigati dalla condizione delle coppie omosessuali, forse sull’onda delle recenti normative approvate in alcuni paesi europei, favorevoli ai matrimoni e alle adozioni. Ma la curia bolognese non ha risparmiato critiche con l’arcivescovo Carlo Carraffa convinto che “l’identità del diritto con il desiderio è la vera metastasi della nostra società e la campagna dei Pacs non fa altro che diffondere questa letale metastasi”.

26/11/2004 - Corriere Romagna - Chiara Bissi

postato da Diamocela | 17:18 | commenti


AIDS: AIUTI, OGNI DUE ORE UN ITALIANO S'INFETTA  
(ASCA) - Milano, 26 nov - L'Italia e' sempre piu' nella morsa dell'Aids. Si muore di meno ma ci si infetta ancora tanto. Ogni due ore una persona diventa sieropositiva. Ogni due sieropositivi, uno scopre di esserlo solo anni dopo quando la malattia e' ormai conclamata. Anni in cui, senza saperlo, ha diffuso il virus. Cresce l'Aids tra gli ''insospettabili'' che spesso hanno i capelli bianchi. Sempre piu' eterosessuali si ammalano e tornano a crescere, a sorpresa, gli omosessuali contagiati.
L'Italia dell'Aids e' disegnata da Fernando Aiuti, Mauro Moroni e Tiziana Ferrario nella conferenza stampa di presentazione del Congresso nazionale Anlaids a Milano. L'Aids cresce tra i capelli bianchi, ogni venti nuovi infettati uno ha 60 anni, mette paura ai ragazzi che pur sapendo tutto sulla malattia non fanno molto per proteggersi cosi' come rivelano ad un sondaggio condotto a Milano in 12 Istituti Superiori. Alla conferenza stampa di Milano, Fernando Aiuti presidente dell'Anlaids, Mauro Moroni e Tiziana Ferrario presidenti del Congresso hanno lanciato un allarme: ''Non abbassare la guardia''. Fernando Aiuti ha sottolineato il grande impegno dell'Anlaids, impegno quanto mai attuale visto che ''oggi in Italia l'infezione da HIV e' cambiata e crea minori preoccupazioni alla gente. Si avverte un enorme abbassamento della guardia, quasi che la malattia fosse sconfitta. Che errore''. Al Congresso di Milano si parlera' molto di Sud del Mondo. E in occasione della conferenza stampa Tiziana Ferrario co-presidente del Congresso e Massimo Galli dell'Universita' di Milano hanno anche denunciato che l'Italia non ha rispettato gli impegni presi con il G8: ''Non ha versato ancora i soldi promessi per aiutare i Paesi poveri per l'Aids, tubercolosi e Malaria. A tutt'oggi non hanno versato la rata al Global Found solo l'Italia, la Corea del Sud e Taiwan. E nella Finanziaria in discussione a questi 100 milioni di euro non si fa cenno''.
 
26/11/2004 - ASCA


postato da Diamocela | 17:16 | commenti


]«Laica è la società in cui ognuno può camminare nel nome del suo DioÂ&  

Il ruolo odierno della chiesa. Dopo Franzoni, una seconda risposta al cardinale Ratzinger

Non sono d'accordo con l'articolo di Giovanni Franzoni (24 novembre, Liberazione) in risposta all'intervista del card. Ratzinger a Marco Politi su "Repubblica" del 19 novembre. Capisco che c'è un riflesso condizionato per cui ciascuno vede in una situazione o in un testo ciò che già sa e già ha criticato. Tuttavia bisogna fare lo sforzo di vedere sempre le cose con occhi nuovi. La critica di Franzoni, pur valida in altri contesti, mi sembra qui non pertinente. Certamente il fatto che la sessualità abbia una finalità non solo riproduttiva, era un dato antropologico che esisteva già prima, e la Chiesa lo sapeva, anche se l'ha risolto in tecniche di scarso successo. Tuttavia la "rivoluzione antropologica", cioè la percezione e la praticabilità a livello di massa della sessualità indipendentemente dalla procreazione, si è avuta con l'introduzione della pillola. Perciò è legittimo parlare di questa e di ogni altra cosa "dopo la rivoluzione", e non come se ne parlava prima. E anche l'omosessualità può in tal modo essere meglio compresa.


Libertà religiosa

Nemmeno sono d'accordo con Arrigo Levi ("la Repubblica" del 23 novembre) quando imputa al cardinale Ratzinger di proporre come antidoto alla distruzione il Dio di Gesù Cristo; questo è il "buon annuncio" che egli appunto deve dare, rifacendosi alla tradizione più alta della Chiesa.


A me invece quella del cardinale è sembrata un'intervista bellissima. Già alcuni giorni fa in un dibattito tra intellettuali, il card. Ratzinger aveva respinto, sul piano storico, sul piano teologico e su quello empirico, l'idea del suo interlocutore "laico" che la Chiesa cattolica si identificasse con la civiltà occidentale e ne dovesse assumere le difese nella "lotta di civiltà" contro l'Islam. Ma in questa intervista egli va oltre intervenendo su diversi punti della controversia contemporanea ma soprattutto su uno, quello decisivo, di cui diremo alla fine.


Anzitutto dice che la laicità dello Stato consiste nella libertà religiosa. In ciò ripropone la dottrina della libertà religiosa del Concilio, espressa nella "Dignitatis humanae", che licenziando il vecchio regime di cristianità faceva derivare appunto dalla "dignità" della persona (la grande parola di papa Giovanni) la libertà di credere come la libertà di non credere, e di farne esercizio con l'unico limite del rispetto di un "ordine pubblico informato a giustizia". La laicità pertanto non consiste nello strappare il velo alle fanciulle musulmane come si fa in Francia, né nel proibire ai preti di vestirsi da preti, come nella rivoluzione messicana, né nel permettere di portare la kippa ebraica in metropolitana ma non a scuola. La laicità è che «ognuno cammini nel nome del suo Dio», come già diceva il profeta Michea, o di nessun Dio, e che tutti seguano la loro coscienza senza che dallo Stato in materia religiosa siano «né forzati né impediti», come dice il Concilio; e che non sia confuso potere statale e religione, come dice il card. Ratzinger: «Possiamo offrire il concetto di libertà religiosa ad una religione in cui è determinante la teocrazia, cioè l'inscindibilità tra potere statale e religione». Questo il cardinale lo dice riguardo agli Stati islamici, ma egualmente lo si può dire riguardo allo Stato ebraico: se sulla questione della "terra di Israele" non gravasse la precomprensione teocratica secondo la quale «la terra promessa è degli ebrei e di nessun altro», come ha detto Sharon, uno Stato palestinese si potrebbe fare, non si sarebbero impiantate né le colonie né il muro, e la pace a Gerusalemme sarebbe possibile.

 

Questione omosessualità

Anche sull'omosessualità il cardinale Ratzinger merita di essere ascoltato. Fuori discussione "il grande rispetto" che si deve avere per queste persone «che vogliono trovare un loro modo di vivere giusto», il cardinale Ratzinger parte appunto dal presupposto che la questione si innesta su una rivoluzione antropologica in corso, che da un lato esalta l'aspetto personalistico della relazione tra i sessi, su cui tanto ha insistito papa Wojtyla, dall'altro è conseguente alla nuova visione della sessualità indotta dalla pillola, come aveva fortemente avvertito Paolo VI. Si tratta dunque di un approccio problematico («dobbiamo continuare a riflettere») che esclude però il matrimonio omosessuale, il quale contraddice quel paradigma della differenza sessuale, riconosciuto da tutte le grandi culture dell'umanità, come sottolinea Ratzinger, su cui è fondata la continuità non solo biologica ma morale della specie umana. Differenza sessuale o di genere, si può aggiungere, su cui molto abbiamo imparato in questi anni dalle culture femministe.


La motivazione addotta dal cardinale è dunque antropologica piuttosto che morale; ed è appunto sul piano antropologico che la questione, a mio parere, incrocia la legislazione e la politica. In effetti le situazioni giuridiche che le coppie omosessuali intendono tutelare, possono trovare risposta in diversi istituti e contratti messi a disposizione di tutti dal diritto civile, senza mettere in causa quel paradigma antropologico fondamentale di cui l'istituto del matrimonio rappresenta la massima espressione. Anche a me è capitato di dire, parlando in un'assemblea per la difesa della Costituzione a Firenze, che se l'omosessualità c'è sempre stata, la differenza sessuale nel matrimonio appartiene alla costituzione materiale dell'umanità da almeno tredicimila anni, e non è suscettibile di affrettate revisioni, che possano ottenere un altrettanto rapido consenso dei più. Kerry vi è inciampato in America; lasciate alla destra la differenza sessuale nel matrimonio, ho aggiunto, e perderete le elezioni.

 


A proposito della croce

Ma il punto più importante dell'intervista di Ratzinger è laddove a proposito della croce, al di là della questione tutta relativa dei luoghi in cui possa essere esposta, ha detto che essa «parla di un Dio che si fa uomo e muore per l'uomo, che ama l'uomo e perdona»; e dunque è «un Dio che esclude il terrorismo e le guerre di religione in nome di Dio».


Questa mi pare la parola decisiva: solo un'altra idea di Dio, non solo nell'Islam e in Israele, ma anche nell'Occidente cristiano, ha la forza di criticare, di convertire e di deporre il Dio della guerra, della violenza e del dominio. L'esperienza della modernità ci dice che né l'ateismo né la religione della laicità, con tutte le loro ragioni, ce la fanno. Credo che sia questa la ragione per cui Claudio Napoleoni, un faro della sinistra comunista, si chiedeva "se solo un Dio ci può salvare". Quelli falsi temono il Dio vero. Gli idoli non combattono contro gli idoli. Bush, che non è un cristiano ma un teista (quando dichiarò la guerra contro il Male citò San Paolo ma ne soppresse il riferimento al Dio di Gesù) ne ha innalzato sugli spalti uno che già ha fatto centomila morti ed è pronto a distruggere popoli e nazioni.


Quello annunciato da Gesù non era un idolo e non era il Dio di un'altra religione, ma il Dio che si poneva come segno di contraddizione e critica per ogni religione, che fissava la sua vera immagine nel volto dell'uomo e che toglieva legittimità a ogni violenza servitù o ingiustizia che gli fosse inflitta in suo nome.


Questa è la conversione di Dio. È in forza di questo Dio che né guerre sante, né guerre di civiltà, né guerre contro Stati terroristi e canaglia, né la consegna dei poveri all'onnipotenza della Mano Invisibile del Mercato, né la rivendicazione intrattabile di terre e città date da Dio, si possono fare in nome di Dio. Riconoscere questo, sarebbe il principio della laicità. E anche della fede.


P. S. Se la sola ragione per togliere il crocefisso dalle scuole fossero «le banalità e le sconcezze che si possono dire e fare in una classe di monelli», come accenna Franzoni, io lo lascerei lì. Non è Uno che si scandalizza.

25/11/2004 - Liberazione - Raniero La Valle










postato da Diamocela | 17:06 | commenti


USA: ESORCISMO ANTI-GAY NELLA CATTEDRALE, INDAGINI  

Un esorcismo non autorizzato compiuto nella Cattedrale di St.Paul, capitale del Minnesota, e' oggetto di un'indagine della polizia: l'atto di esorcismo era indirizzato contro i cattolici omosessuali e ha provocato danni alla chiesa per migliaia di dollari.

Le tracce del sacrilegio sono state notate – riferisce la stampa locale - domenica 7 novembre, dopo la messa di mezzogiorno, quando ci fu un alterco in chiesa tra esponenti della Rainbow Sash Alliance, un gruppo per i diritti degli omosessuali, e del gruppo Catholics Against Sacrilege, il quale non vuole che gli omosessuali accedano alla comunione.


I due gruppi si sono gia' scontrati in passato, anche durante le funzioni religiose. Quando le autorita' ecclesiastiche si resero conto che qualcuno aveva gettato olio santo e sale tutt'intorno alla cattedrale, hanno subito collegato il fatto a un rituale esorcista.


La polizia sta indagando, nell'ipotesi che il rito sia stato compiuto tra la sera di sabato, quando la cattedrale fu chiusa, e la messa di mezzogiorno della domenica. L'inchiesta rilancia le polemiche tra i gruppi gay e anti-gay, i cui elementi sono sospettati, senza prove, di essere responsabili del sacrilegio.

25/11/2004 - ANSA



postato da Diamocela | 17:01 | commenti


AUSTRALIA: AUMENTANO UNIONI GAY  

La famiglia continua a trasformarsi un po' ovunque e l'Australia non fa eccezione. Lo conferma l'ultimo rapporto dell'Istituto di studi della famiglia, che mette in luce i profondi cambiamenti intervenuti nella famiglia australiana negli ultimi 25 anni.

Colpiscono i dati sull'aumento di unioni gay, spesso con figli: quasi una coppia lesbica su cinque ha uno o piu' bambini con cui vive, nati nella maggior parte dei casi da una precedente relazione eterosessuale. Fra le coppie di uomini gay, il 4% ha dei bambini.


Le coppie lesbiche in Australia (su una popolazione di 20 milioni) sono circa 28.150, quelle di uomini gay poco piu' di 41.500. Generalmente, le coppie omosessuali hanno livelli di istruzione e di reddito piu' alti delle coppie eterosessuali, osserva il rapporto - che si intitola 'Diversita' e cambiamento nelle famiglie australiane' - presentato oggi dal ministro federale dei servizi per la famiglia e la comunita', Kay Patterson. Gli uomini gay che vivono in coppia hanno una probabilita' doppia di quelli in relazioni eterosessuali di possedere una laurea o qualifiche equivalenti; anche le donne di coppie lesbiche hanno in media maggiori qualifiche educative.


Sul moltiplicarsi delle coppie dello stesso sesso, gli autori osservano che gli sviluppi della tecnologia riproduttiva hanno aperto nuove possibilita' di avere figli per una donna che vive una relazione lesbica.


Le relazioni dello stesso sesso sembrano essere piu' comuni fra le persone piu' giovani, il che riflette in parte - osservano i ricercatori - la riluttanza delle coppie omosessuali piu' avanti negli anni a identificarsi come tali con i ricercatori o con il censimento. Secondo il rapporto, le opinioni sulle relazioni dello stesso sesso sono solitamente negative, ma i dati indicano che l'opposizione e' in declino. Ad esempio, quasi il 90% degli ultrasessantenni si oppone all'adozione di bambini da parte di omosessuali, contro il 55% degli intervistati fra i 20 e 30 anni, E piu' del 40% degli australiani ora considera una coppia dello stesso sesso come una famiglia.


Il modello tradizionale della famiglia nucleare - padre, madre, figli - sopravvive ormai in meno della meta' delle famiglie australiane. Il numero crescente di coppie senza figli e di famiglie con un solo genitore ha fatto scendere la proporzione di famiglie nucleari al 47%, contro il 59,5% del 1976. La percentuale di famiglie con un solo genitore e' cresciuta dal 7,1% nel 1969 al 22,3% nel 2003. In grande maggioranza i genitori soli sono donne, e piu' della meta' di esse sono disoccupate.


E' cambiato anche il profilo del matrimonio; tre quarti delle coppie scelgono di vivere insieme prima di sposarsi, un netto aumento rispetto al 16% che coabitava negli anni '70. Gli australiani si sposano piu' tardi, a circa 27 anni le donne e 29 gli uomini, contro i 21 e 23 anni nel 1975. Secondo le previsioni degli autori del rapporto, elaborato dalla facolta' di sociologia dell'universita' Latrobe di Melbourne, il declino dei tassi di nascita e l'invecchiamento della popolazione faranno si' che entro il 2016 le coppie senza figli diventeranno il tipo di famiglia piu' comune.


Un altro aspetto messo in luce dalla ricerca - ma questo non costituisce una novita' - e' che le madri che lavorano continuano ad essere impegnate piu' dei padri nella cura dei figli. Due terzi delle madri e quasi tutti i padri hanno un lavoro, ma le madri trascorrono piu' tempo nella cura di figli, anche quando ambedue i genitori lavorano. In media, una madre dedica quasi sei ore al giorno ai bambini, il doppio rispetto ai padri. Le tre ore dedicate dai padri sono comunque un dato che denota una maggiore presenza dei padri australiani rispetto a pochi decenni fa, superiore a quella di molti altri paesi. A questo proposito, il rapporto rileva la diffusa tendenza dei padri ad essere piu' partecipi nella vita dei figli.

25/11/2004 - ANSA







postato da Diamocela | 16:53 | commenti
 
       

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