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mercoledì, giugno 30, 2004


Il voto gay premiato anche ai ballottaggi  

Renato Sabbadini, responsabile Esteri di Arcigay, entra in Consiglio Comunale a Bergamo 
Anche il secondo turno delle elezioni amministrative ha prodotto un buon risultato per la comunità gay, lesbica, bisex e transgender.

I dati ufficiali delle elezioni comunali di Bergamo, resi noti oggi, confermano l’elezione in Consiglio Comunale di Renato Sabbadini, responsabile esteri nazionale del’Arcigay.


Questo dato, insieme all’elezione alla Provincia di Milano di Filippo Penati, su cui Arcigay aveva dato indicazioni di voto, conferma quello emerso due settimane fa: la comunità glbt ha imparato ad usare il proprio voto per premiare quei candidati disposti a promuovere i diritti civili e lo fa ottenendo risultati positivi. In particolare con l’elezione di Renato Sabbadini a Bergamo, Alessandro Zan a Padova, Sergio Lo Giudice a Bologna e Nunzio Liso a Bari, Arcigay non solo ha eletto nelle amministrazioni dirigenti del movimento gay ma ha contribuito in maniera determinante alla vittoria della coalizione di centrosinistra.

Sergio Lo Giudice
Presidente Nazionale
29/06/2004 - Comunicato Stampa - Arcigay Ufficio Stampa





postato da Diamocela | 14:03 | commenti


Uno scavo più profondo  

LETTERE
Caro manifesto, siete stati fra i pochi giornali nazionali a riportare, sul manifesto del 9 e 13 giugno, la notizia dello stupro fascista avvenuto a Lucca ai danni di una donna omosessuale, con il dichiarato scopo di zittire la sua compagna, e la sua attività di raccontare le vite di donne lesbiche reali, vite spesso tragiche e dolorose (l'inchiesta borderline). Mi ha molto supito vedere quindi che ai brevi articoli di cronaca non faceva seguito un articolo più vasto su tutta la vicenda, mi aspettavo che il caso di uno stupro per motivi politici avrebbe ricevuto maggiore attenzione sulle vostre pagine. Nel frattempo, come denunciato sul sito della compagna della vittima, all'indifferenza della sinistra, della stampa nazionale, della città di Lucca si sono aggiunte le accuse, anche all'interno delle comunità gay e lesbica, di aver inventato tutta la storia. Spero che prima della manifestazione di solidarietà indetta per il 3 luglio a Lucca il manifesto trovi il tempo di cercare di capire perché in zone d'Italia profondamente «rosse» una donna stuprata non venga creduta, e perché un pezzo dei movimenti gay e lesbico, che dovrebbe essere parte integrante di un movimento più vasto per i diritti civili, faccia lo stesso. Saluti.
Federico Damonte

29/06/2004 - Il Manifesto



postato da Diamocela | 14:02 | commenti


Tam Tam  

Il mondo sfreccia veloce, come la locomotiva di una ben nota canzone di Guccini. Procede contro l'ingiustizia? In attesa di una risposta, saliamo sulla «locomotiva gay» e facciamo un giro tra le news in costante aumento sul fronte omosex. 
BELLUCCI «LESBICA». La scorsa settimana abbiamo parlato dell'agente 00gay, prossimo eroe di spy stories, e subito la fioritura di fiction a tematica omo ci ha travolto. Mentre Hollywood prepara una valanga di film con eroi gay, Rocco Siffredi, noto porno divo italiano, indugia un attimo, si imbarazza, ma poi accetta di calarsi in una parte gay nel film «Pornocrazia» di Catherine Breillat (che forse, e non per le scene tra uomini, qualche imbarazzo potrebbe crearlo). Mentre Spik Lee in «She hate me», film di altro tono e di denuncia, punta su Monica Bellucci e le fa interpretare il ruolo di una lesbica che vuole un figlio per fare piacere al padre mafioso. La pellicola, non solo perché non tace su maternità e lesbismo, è un atto d'accusa contro Bush e l'affarismo eretto a nuova divinità. E già, cosa non si fa per il «Big Business»? Noi in Italia ne sappiamo qualcosa.

LA GAYA DESTRA. Intanto registriamo a destra una nuova attenzione nei confronti degli omosex. È emersa nel clima pre-elezioni, prima in sordina con la candidatura nelle fila di Forza Italia di una persona trans per i consigli di quartiere di Firenze, poi con clamore quando Cecchi Paone ha svelato la sua bisessualità con il sostengo, pare, del presidente del Consiglio. Ora nasce un appuntamento in edicola. Non sono passati neanche sei anni da quando Gianfranco Fini si scagliò contro i maestri gay ( degli effetti non sono ignari i nostri lettori che hanno letto la storia pubblicata su Liberi tutti: «Io maestro gay insegno l'abc del rispetto»). In questi giorni un giornale vicino ad An, «l'Indipendente», dedica alla «gaya destra» una rubrica fissa, sostenendo che una battaglia per i diritti civili dei gay può essere banco di prova di una destra «autenticamente riformista». Affermazione alta che speriamo stimoli nuovi valori. Tuttavia un po' cacofonica appare la premessa: «Obiettivo della rubrica dell'Indipendente è quello di dimostrare che l'omofobia è un fenomeno più di sinistra che di destra». Singolare questa rincorsa a svelare il colore politico dell'omofobo. E soprattutto: cui prodest? La destra è solo a caccia di futuri voti in libertà, o chiede la fiducia candidandosi a condurre una battaglia politica per la conquista dei diritti? L'omofobia è malattia strisciante e la si combatte contrastando il vecchio adagio del «si fa, ma non si dice». Liberi tutti su l'Unità «lo dice» da tre anni e applaude la nascita delle parole sui gay in un giornale di destra, sperando che siano coraggiose.

PRIDE ANCHE A TEL AVIV. La «locomotiva» del Pride non si ferma, sabato scorso a Parigi hanno sfilato 700 mila persone. In testa il sindaco gay Delanoe, mentre ad essere il più applaudito è stato Mamère, il primo cittadino che ha sposato una coppia di uomini. Pride anche a Berlino, presente il sindaco omosex dichiarato Klaus Wowereit. E in Brasile con oltre un milione di persone in piazza. Spicca tra tutti l'«Orgoglio» di Tel Aviv all'insegna della pace, che è stato preso di mira da una campagna feroce messa in atto da ambienti religiosi ortodossi. In Israele, in una certa parte della popolazione, sono fortissime le aspirazioni contro le guerre fratricide, quelle per il territorio e quelle sulla base dell'orientamento sessuale. Pace vuol dire, per gli israeliani che la vogliono, smettere di guardare «l'altro» (palestinese? gay?) come una minaccia.

IL PAPA E ZAPATERO. La pace… Anche in Spagna gli omosex sono scesi in piazza e hanno gridato lo slogan «Ahora, si» (ora, qui). Con l'avvento dei socialisti sono più certe le aspettative di una trasformazione del diritto di famiglia che riconosca pieni diritti a gay, lesbiche e trans, come preannunciato dal nuovo premier. Zapatero nei giorni scorsi ha incontrato il Papa. Nei colloqui precedenti con il nuovo ambasciatore la critica pontificia alle posizioni del neopremier sulle famiglie gay era stata esplicita. Nel corso di quest'ultimo incontro, il Papa ha garantito al governo iberico di «poter contare sulla collaborazione della Santa Sede» per lavorare «insieme alla grande causa della pace, allo sradicamento del terrorismo e della violenza in tutte le loro forme». Sul resto, le posizioni sono di contrasto. E Zapatero ha scelto il silenzio. Nella parte pubblica dell'udienza, dopo 13 minuti di colloquio a quattr'occhi, al termine del saluto di Giovanni Paolo II, quando per consuetudine tocca all'ospite dire la sua, Zapatero è rimasto in silenzio. Forse perché la pace è anche quella tra vecchie e nuove famiglie. Forse perché la violenza è anche quella contro i fratelli e le sorelle omosex e trans. Forse perché può non esserci guerra tra «Orgoglio gay» e «Orgoglio della pace».

SILENZIO.
 
29/06/2004 - L'Unità - Delia Vaccarello




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28 giugno. Orgoglio e pregiudizi  

In occasione della giornata internazionale dell'orgoglio gay ripubblichiamo un articolo di Gianni Rossi Barilli apparso sul Manifesto in occasione del world gay pride di Roma nel 2000 
Da Il Manifesto di domenica 28 maggio 2000

Cos’è l’orgoglio gay? Voglia di trasformare senso di colpa, odio di sé, disprezzo sociale in autostima e dignità. Una battaglia liaca di tutti contro il fondamentalismo omofobo, le repressioni, l’ipocrisia vaticana.


“O” come orgoglio gay: questa espressione che i (e le) mezzi busti del telegiornale pronunciano, per dovere di cronaca, con la stessa nonchalance con cui annuncerebbero l’arrivo di una missione diplomatica da Marte o la rivelazione del quarto segreto di Fatima, in Italia non va giù proprio a nessuno (o quasi). Non piace al papa e ai fascisti, ovviamente, ma fa storcere il naso anche a politici e commentatori progressisti che sentono il bisogno di dissociarsi, se non dai gay, almeno dall’orgoglio, nel bel mezzo della più rumorosa crociata omofoba degli ultimi trent’anni.


Orgoglio, in effetti, è un termine un po’ inquietante, sinonimo di superbia e aggressività, che suona probabilmente meglio a un raduno della Lega (orgoglio padano) o in una curva di stadio (orgoglio milanista, juventino ecc.) che in mezzo al folklore tipico delle gay parades. E forse, se le parole d’ordine del movimento omosessuale fossero nate in Italia, invece di orgoglio si sarebbe scelto qualcosa di più fine (tipo “buon gusto” o “discrezione”, con un “logo” di Armani). Ma venendo dalla rozza America, oltre che da tempi meno pacificati, il marchio di fabbrica della ditta gay lesbo trans & bisex conserva in sé qualcosa di selvaggio, indigesto ai palati raffinati di casa nostra.


Orgoglio omosessuale è, appunto, la traduzione letterale di gay pride e bisogna subito ricordare che gli americani considerano del tutto ammissibile essere orgogliosi, o meglio fieri (proud), di qualunque cosa li riguardi pubblicamente, per quanto stupida, brutta o irragionevole possa sembrare a qualcun altro, secondo la regola “ogni scarafone è bello a mamma sua e nessuno deve trovarci da ridire”. In un contesto del genere il pride coincide più facilmente con qualcosa di socialmente positivo come l’autostima, lo star bene nella propria pelle, e non risulta una parolaccia. Ma anche in versione dolcificata conserva un significato combattivo.


Essere fieri vuol dire indubbiamente essere disposti a combattere per le proprie convinzioni e anche gli omosessuali, come molti altri, il loro pride se lo sono conquistato sul campo. E’ stato in fondo solo uno scatto di orgoglio a scatenare la scintilla della rivolta di Stonewall, che il 28 giugno 1969 aprì con un botto la storia contemporanea del movimento gay, lesbico e transessuale. Uno scatto di dignità, se si preferisce, contro l’ennesimo gruppetto di poliziotti andati a fare pulizia in un bar di checche. Un gesto epocale, entrato nella leggenda già dal giorno dopo, grazie al quale i froci, come disse Allen Ginsberg, avevano perso il loro sguardo ferito. Prendete tonnellate di odio di sé e disprezzo sociale, rovesciatele completamente e distillerete il gay pride. Così fecero a Stonewall, da un giorno all’altro. Ma era il punto di arrivo di un processo cominciato molto tempo prima, per trasformare il senso di colpa nel suo rovescio e per accumulare l’indignazione necessaria per alzare la voce contro le ingiustizie subite. Un’elaborazione critica di prim’ordine che infine mise sul piatto la rivendicazione di un mondo più civile e rispettoso dei diritti delle persone.


Da Stonewall (ottimo nome per una pietra miliare) ebbero origine le Pride celebrations, ovvero, come spiega la relativa voce della “Completely Queer Encyclopedia” (New York, 1998): “Marce, raduni, festival, fiere di strada, feste e simili, tenuti annualmente per promuovere la visibilità gay e lesbica, l’unità e il progresso verso l’uguaglianza dei diritti”.


Comunque, non è che dopo Stonewall sia stata una passeggiata. Il gay pride, in Nordamerica, ha dovuto fare i conti con ostacoli di dimensioni non trascurabili, come un fondamentalismo omofobo radicato e pericoloso o come l’Aids. Così, il senso pienamente politico delle celebrazioni di piazza è rimasto intatto, sotto gli abiti di scena, lungo il corso degli anni. E non a caso, le parate più oceaniche si sono verificate in coincidenza di eventi cruciali nell’intreccio tra la storia della comunità omosessuale e quella della democrazia americana. Alla fine degli anni Settanta, per sfidare la crociata moralizzatrice lanciata dall’ex reginetta di Bellezza Anita Bryant; negli anni Ottanta, per sopravvivere al dramma dell’Aids e trasformare ancora una volta la sconfitta in qualcosa di buono; negli anni Novanta e oltre, per il diritto di entrare (o restare) nell’esercito o di vivere in coppia con il consenso dello zio Sam.


In Europa il gay pride è arrivato prima come concetto che come folklore di massa e si sono dovuti attendere gli anni Novanta per importare raduni con centinaia di migliaia di persone. Il primo passo fu fatto a Londra con l’Europride del 1992, dopodiché manifestazioni immense si sono svolte anche a Amsterdam, Parigi, Berlino, Stoccolma ecc. Nello stesso periodo è diventato un appuntamento di rilevanza internazionale il Mardi Gras di Sydney, tenuto ogni anno in ricordo della “Stonewall australiana” che risale al 1978. Celebrazioni “orgogliose” vengono indette ogni anno anche in Giappone, Sudafrica e in alcuni paesi dell’America Latina.


E in Italia? Qui l’orgoglio, in senso buono, non è di moda (diversamente dall’arroganza) e gli omosessuali neppure, se non sono discreti (cioè velati), simpatici e creativi o quantomeno digeribili dalla famiglia media televisiva (cioè casi umani in qualche senso). Qui il gay pride ha avuto vita difficile anche prima che il Vaticano suscitasse l’indecente vicenda politica alla quale assistiamo, ogni giorno più increduli, a proposito del Worldpride 2000 convocato a Roma per il prossimo luglio. Il primo corteo nazionale di rilievo fu organizzato (a Roma, guardacaso) nel 1994 e in piazza c’erano circa 5.000 persone. L’evento si è ripetuto poi ogni anno, con alterne vicende, e Roma ha ospitato un corteo anche nel 1997, 98, 99. I numeri sono comunque rimasti sempre contenuti. Di qualche goccia di orgoglio hanno quindi forse bisogno per primi gay, lesbiche e transessuali italiani, quanto meno per segnalare che ci sono e non sono d’accordo con quanto sta succedendo. Un toccasana dello stesso genere farebbe anche al caso della sinistra non alternativa, disposta a sacrificare fino all’ultimo residuo di credibilità in nome di un quieto vivere molto vicino all’harakiri.


Chi forse non ha bisogno di iniezioni di orgoglio, ma di mettersi una mano sulla coscienza, sono i cronisti e gli opinionisti laici. Ai primi si potrebbe chiedere (ancora!) che non scrivano più sulle prime pagine dei principali quotidiani nazionali che “il pedofilo era già noto per le sue tendenze omosessuali”, così come non direbbero di uno stupratore di bambine che era noto per le sue inclinazioni eterosessuali. Ai secondi, invece, si potrebbe chiedere uno sforzo di sensibilità. Chi si considera tanto evoluto da non avere pregiudizi probabilmente mente a se stesso. Se comunque, in virtù di questo invidiabile stato d’animo, dice di non capire l’orgoglio gay (come del resto quello etero) si lasci fare due domande. Uno: se per ottenere il privilegio di essere semplicemente se stesso/a nella vita avesse dovuto sfidare suo malgrado la famiglia, la scuola e parecchie consuetudini sociali, non sarebbe un pochino orgoglioso/a anche lei di avercela fatta? Due: se non sa cos’è l’orgoglio eterosessuale, accenda la tivù, o apra il giornale, vada al bar o allo stadio. E se ancora non capisce, lo chieda a Storace. Ma prima provi anche a guardare nello specchio. Non si sa mai.

28/06/2004 - Gaynews.it - Gianni Rossi Barilli











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lunedì, giugno 28, 2004


vite di lesbiche qualunque  

Mabel Morri si autoproduce una fanzine di fumetti con protagoniste lesbo. Un operazione che conquista e che presto sarà al centro di alcune esposizione di Comics Gay in Sicilia.

Chi ha aquistato l'antologia di fumetti gay e lesbici Happy Boys, di cui è imminente la seconda uscita, ha probabilmente notato il nome di Mabel Morri fra gli autori presentati.

Anche i più assidui frequentatori dell'ambiente fumettistico, però, avranno avuto difficolta ad associare questo nome a fumetti visti anche solo per caso in edicola o in fumetteria. Questo è successo perchè l'autrice in questione può vantare un curriculum di tutto rispetto, ma perlopiù nel mondo delle autoproduzioni e in circuiti distributivi abbastanza ridotti. Il mondo delle autoproduzioni a fumetti (cioè dei fumetti prodotti, editati e distribuiti dagli autori stessi), in Italia, si manifesta in maniera contraddittoria: da una parte ci sono autoproduzioni che si richiamano a generi già noti e hanno exploits strepitosi (come Rat-Man, iniziato come parodia dei supereroi, o Rigel, creato sulla scia dei manga), dall'altra ci sono autori che vogliono proporre cose più originali e proprio per questo motivo non attirano l'attenzione del grande pubblico (e dei circuiti distributivi stessi).

Mabel Morri ha fondato da qualche hanno lo Studio Monkey, con il cui marchio edita da un paio d'anni la sua personale fanzine, dall'atipico titolo "Hai mai notato la forma delle mele?". A prima vista sembrerebbe un titolo privo di senso ma, se si riesce a cogliere lo spirito minimalista e introspettivo dei fumetti e dei racconti realizzati da Mabel Morri, è un titolo assoltamente calzante.

"Hai mai notato la forma delle mele" è un'autoproduzione che si presenta in maniera anticonformista a partire dalla confezione: ogni numero è stampato su una carta di colore diverso (verde acqua, rosa confetto e altre tinte pastello), mentre gli editoriali e i racconti illustrati all'interno sono scritti con i caratteri di una macchina da scrivere vistosamente obsoleta. Quale sia il motivo di questa scelta editoriale non ci è dato saperlo, tuttavia contribuisce sicuramente a trasmettere un senso di semplicità e schiettezza che sarebbe difficile ottenere con riviste patinate o pubblicazioni editorialmente più curate.

Entrando nel merito dei fumetti presenti nei quattro numeri finora pubblicati da Mabel Morri non si può non rimanere colpiti dallo stile narrativo, così atipico rispetto ai fumetti che vanno per la maggiore in questo periodo. Si tratta di piccole parentesi nella quotidianità di personaggi diversi, che raramente compaiono in più di un racconto, e - una volta tanto - le protagoniste sono prevalentemente ragazze lesbiche (anche se lo spazio per i ragazzi gay non manca). Attenzione però: si tratta di "protagoniste" nel senso vero del termine: le storie sono vissute attraverso i loro occhi e vengono commentate dai loro pensieri, senza fronzoli o iperboli narrative.

In comune tutti questi racconti a fumetti hanno soprattutto un'inedita dimensione introspettiva e sentimentale, che è il vero punto focale delle vicende. C'è spazio per amori non dichiarati (e non per questo meno intensi), per amori che possono manifestarsi anche solo per consolare una delusione e per amori semplicemente ritrovati in una fredda mattina invernale... Ci sono anche amori inconfessabili e struggenti, amori improvvisi e altri festeggiati... Sentimenti ora accettati con rassegnazione, ora ravvivati da un semplice viaggio in autobus, e talvolta raccontati dagli oggetti inanimati indossati da chi questi amori li vive...

Le ambientazioni sono assolutamente quotidiane, dai falò in spiaggia alle code per vedere i concerti, velate spesso da un'atmosfera lievemente malinconica che sembra caratterizzare l'autrice stesso (o almeno questo sembra trasparire dagli editoriali e dai racconti, che a suo dire sono veri e proprio "diari" delle sue esperienze di vita).

Il tratto spigoloso, ma molto dettagliato, con cui Mabel tratteggia i suoi personaggi e i suoi sfondi si sposano bene con le atmosfere e il ritmo narrativo che vuole farci seguire, e probabilmente riesce nel non facile compito di farci riflettere su quanto poco ci soffermiamo a riflettere su quanto accade a noi e alle persone che ci passano accanto.

Forse, se proprio si volesse trovare un difetto nel lavoro di questa promettente autrice, sarebbe da ricercare nella sua attenzione per descrivere i momenti a discapito dei personaggi. Sicuramente i "momenti" sono il punto focale delle sue storie, tuttavia i personaggi che li vivono finiscono per risultare un po' troppo omogenei e privi di personalità (e il fatto che siano presenti solo in uno o due racconti al massimo non aiuta certo a delinearne al meglio la psicologia). C'è da dire nelle storie di Mabel si ha sempre una percezione di quotidianità molto simile a quella che si ha camminando per strada e incrociando centinaia di persone ogni giorno, pur non avendo idea di chi siano e mettendole, inconsciamente, tutte sullo stesso piano, e non è detto che l'intenzione dell'autrice sia proprio quella. I personaggi delle sue storie, a dire la verità, non sono molto "fumettistici": assomigliano di più a quelli che compaiono in certi film d'essai, semplici e complessi al tempo stesso.

In conclusione i fumetti di Mabel Morri sono sicuramente un prodotto atipico e da tenere d'occhio, anche perchè hanno tutte le potenzialità per diventare dei piccoli cult del - per ora quasi assente - fumetto lesbico italiano. Sull'ultimo numero della fanzine, tra l'altro, compaiono anche alcuni brevi fumetti lesbici di un'altra giovane e promettente autrice, Giulia Argnani, che fanno ben sperare per un prossimo ampliamento delle autrici coinvolte nel progetto di Mabel. In effetti, poco alla volta, anche in Italia sembra farsi strada una cultura del fumetto gay, e le iniziative al riguardo iniziano ad aumentare.

A Palermo, per esempio, si terrà a breve una Mostra fumetti Gay - Lesbo. Dal 28 giugno al 3 luglio presso Libreria Altroquando, e dal 7 Luglio al 28 luglio presso Ass. Cult. Lady Oscar (tutti i mercoledì dalle 18 alle 21; per sapere l'orario definitivo di apertura al pubblico dell'Associazione si consiglia di visitare il sito http://www.ladyoscar.splinder.it/). Verranno esposte tavole di Marco Albiero, Chelsea Boys, Howard Cruse, Roberta Gregory, Andrea Madalena, Patrizia Mandanici e, giusto per stare in tema, Mabel Morri. Il giorno dell'innaugurazione, lunedì 28 giugno ore 17, verrà presentata l'antologia Happy boys (Coniglio editore), con distribuzione di copie fino a esaurimento. Verrà inoltre presentata la collana Boy + Boy (Echo communication), di cui verranno esposti i volumi per libera consultazione per tutto il periodo della mostra.

Sicuramente una prova che qualcosa si sta iniziando a muovere.

di Valeriano Elfodiluce gay.it

postato da Diamocela | 13:54 | commenti


GAY VILLAGE Quel tragico retroscena con Marina Confalone  

È pieno di storia comica, di umori nerastri, di suoni viscerali, di poesia della ricerca, di disperazione meridionale, di stupori emarginati, di inferni della diversità e di liturgie povere, quel capolavoro di drammaturgia e di lessico attorale che da 21 anni (dal 1983) è e resta "Raccionepeccui" di Giuseppe Bertolucci, nato dal felice connubio tra l´autore-regista e quella inconfondibile macchina espressiva che è Marina Confalone. Ora quel testo, e quella combinazione, si ripropongono stasera al Gay Village, nell´ambito della rassegna "I Lunedì" a cura di Pino Strabioli. Pare che la Confalone suggelli, con questa replica, l´addio al monologo che tanto l´ha connotata nel tempo, nella definizione della sua personalità. Chissà. Di certo sentiremo ancora una volta l´avventurosa vicenda di una creatura del sud alle prese con orfanatrofio, insegnamento elementare in una piccola scuola di paese, calvario omosessuale, primo grande amore, inferno dell´omicidio, maternità, ospedale psichiatrico. E raramente è dato d´assistere a un tale concentrato di idioma ruvido, prepotenza umoristica, retroscena tragico.
Gay Village nel Testaccio Village, Area Ex Mattatoio, ore 21,30.
 
28/06/2004 - La Repubblica - Rodolfo di Giammarco




postato da Diamocela | 13:48 | commenti


"affidiamo le pari opportunità al leader padovano arcigay"  

Il presidente dell’Arcigay, Alessandro Zan, è stato eletto nel Consiglio comunale di Padova. I padovani hanno poco da vantarsi che per la prima volta un leader dei diritti degli omosessuali sieda a Palazzo Moroni. Rispetto ad altre città arriviamo tardi. Nella società contemporanea, le discriminazioni che subiscono gli omosessuali superano di gran lunga quelle di qualsiasi altro gruppo. Sono ancora in molti a non riconoscere loro il diritto di promuovere la propria identità. Gli omosessuali non hanno ancora, nella coscienza collettiva, un riconoscimento pari a quello di donne, disabili, etnie minoritarie.

Con l’elezione del presidente dell’Arcigay, Padova si pone al passo con i tempi in materia di tolleranza e di promozione dei diritti delle diversità. Sarebbe importante imprimere un’ulteriore accelerazione sulla strada intrapresa. Non si deve cadere nella trappola della sottolineatura della diversità con la «concessione» della tolleranza. Si deve piuttosto promuovere la normalità di questa rappresentanza includendola nella vita amministrativa.

Avanzo quindi due proposte. Il consigliere leader dell’Arcigay potrebbe ricevere una delega alle Pari opportunità. In questo modo si darebbe un segnale di apertura a una politica di genere contro le discriminazioni sessuali che oggi non riguardano più solo le donne, ma includono altri gruppi la cui cittadinanza va riconosciuta.

La seconda proposta, invece, consisterebbe nel «normalizzare» Alessandro Zan assegnandogli un incarico amministrativo in campo sociale, che nulla ha a che fare con l’omosessualità, ma che eventualmente riguardi la questione dell’emarginazione, della salute pubblica e della qualità della vita nella città. Questi temi non riguardano direttamente o soltanto le discriminazioni, ma possono essere affrontati efficacemente con la cultura che il leader degli omosessuali rappresenta.

Corrado Poli
28/06/2004 - Il Mattino di Padova


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Maxi-sfilata a Parigi, in strada più di 500.000 persone  

PARIGI. GAY PRIDE: OMO, BI E TRANSESSUALI CHIEDONO EGUAGLIANZA 
PARIGI, 26 GIU - ''Basta con l'ipocrisia, l'eguaglianza adesso!'': dietro questo grosso striscione piu' di cinquecentomila persone hanno partecipato oggi pomeriggio a Parigi ad una variopinta ''Marcia delle fierezze lesbiche, gay, bi e trans''.


Parigi. Alla pittoresca sfilata, che si e' svolta su rumorosi toni di divertimento carnevalesco da Denfert Rochereau a Bastille, hanno aderito in massa molti partiti: non soltanto quelli di sinistra (presenti con parecchi Vip) ma anche l'Ump, il partito di centrodestra con la maggioranza in parlamento, che si e' fatto rappresentare da un suo segretario nazionale dichiaratamente gay, Jean-Luc Romero. ''Abbiamo scelto come slogan 'Basta con l'ipocrisia, l'eguaglianza adesso!'' perche' non ne possiamo piu' del divario tra gli impegni del governo e la realta' delle sue azioni'', ha dichiarato Alain Piriou, dirigente della associazione che ha organizzato la mega-sfilata (conosciuta fino all'anno scorso come Gay Pride). Benche' a differenza del sindaco socialista Bertrand Delanoe e di altri Vip della politica non fosse in testa al corteo, il leader dei Verdi Noel Mamere e' stato in asoluto il piu' applaudito: proprio lui ha reso infatti di scottante attualita' il problema delle minoranze sessuali quando il 6 giugno ha sfidato le leggi vigenti e ha sposato una coppia di gay a Begles, la citta' vicino a Bordeaux dove e' sindaco.


''Sono molto orgoglioso di aver lanciato con il mio gesto un dibattito nella societa', di aver preso il rischio di farmi sanzionare'', ha dichiarato Mamere che e' stato sospeso per un mese dalle sue sue funzioni di sindaco a causa delle ''nozze illegali'' da lui celebrate. Numerosi gay si sono presentati alla marcia di oggi - terminata nel tardo pomeriggio con un grande concerto alla Bastille - in abiti da cerimonia, come se dovessero andare al loro matrimonio. ''Noi - ha spiegato Jacques Tautout, in scintillante abito da sposa, con accanto il suo fidanzato Herve' Girard – vogliamo unirci in matrimonio al municipio di Parigi come una coppia banale, normale. Rivendichiamo il diritto alla banalita'''. Molto applaudite anche le 'drag queen', transessuali che hanno marciato danzando su altissimi tacchi al suono di assordante musica techno. Una di esse, Theo, si e' proposta come modello di ispirazione per la prossima Marianna (la donna simbolo della Francia). ''Dopo Brigitte Bardot e Laetitia Casta, perche' no un transessuale?'', ha chiesto. I manifestanti hanno avuto qualche rara parola di elogio anche per il governo Raffarin, che ha appena messo a punto una proposta di legge per la repressione dell'omofobia. Romero, il rappresentante dell'Ump, ha cercato da parte sua di spoliticizzare l'evento sottolineando che la causa delle minoranze sessuali non e' appannaggio ne' della sinistra ne' della destra.

ANSA




postato da Diamocela | 13:37 | commenti


sabato, giugno 26, 2004


Pride 28 giugno, 35 anni di orgoglio  

Per la Giornata Mondiale dell'Orgoglio GLBT, feste e iniziative a Palermo, Trento, Bologna, Pescara, Verona, Roma e a Teverola, in provincia di Caserta 
28 giugno '69

A New York, la notte tra il 27 e 28 giugno 1969, un gruppo di poliziotti guidati dall'ispettore Seymour Pine fece irruzione allo Stonewall Inn, un bar gay della Christopher Street, con l'intenzione di compiere una spedizione punitiva di normale amministrazione... Ma questa volta le vittime designate si ribellarono. All'esterno del locale si radunò una sempre più nutrita folla di gay, lesbiche e travestiti che rispose alla provocazione con un tumulto in piena regola. Arrivarono altri agenti e altri ancora, ma lo spiegamento di forze servì soltanto a rendere più accanita la battaglia. La polizia ne fece una questione d'onore e tornò la notte successiva per impartire una punizione esemplare, ma gli omosessuali non furono da meno e accettarono la sfida. Così la guerriglia si riaccese puntualmente, al calar delle tenebre per altri due giorni... Gli scontri, una vera sorpresa per tutti, avevano rivelato che esistevano omosessuali disposti a combattere per non vedere calpestati i propri diritti, decisi a scrollarsi di dosso secoli di vergogna e a rifiutare il canonico ruolo di vittime. La rottura simbolica con gli stereotipi era completa. C'è perciò un'ottima ragione, da allora, per festeggiare il 28 giugno come la giornata dell'orgoglio gay".


Gianni Rossi Barilli "Il movimento gay in Italia" (1999)


Ecco tutte le iniziative organizzate dai circoli GLBT in Italia


TEVEROLA (CASERTA)


Teverola è stata scelta dal Circolo di Iniziativa e Cultura GLBT (Gay, Lesbica, Bisessuale, Trans) Coming Out di Caserta per celebrare, lunedì 28 giugno, la Giornata Mondiale dell’Orgoglio Omosessuale.

Una scelta non casuale, che si rivolge verso un piccolo centro dell’aversano, finora mai interessato dalle attività dell’associazione, e non verso il capoluogo o altre città maggiori della conurbazione circostante, dopo la grave vicenda dell’aggressione subita nei giorni scorsi da una coppia gay nei pressi di un bar del centro di Teverola.


Campania


I due uomini, Giuseppe ed Antonio, erano stati prima oggetto di discriminazione nella ricerca di un lavoro, poi di violenza, proprio per il fatto di essere omosessuali e, solo pochi giorni fa, avevano scelto la tribuna del “Maurizio Costanzo Show”, per rilanciare il caso e denunciare l’accaduto, poi ripreso da numerosi mezzi di informazione.


Il Circolo Coming Out di Caserta sarà dunque in piazza a Teverola, all’angolo tra via Cavour e via Roma, dinanzi al Palazzo Comunale, lunedì prossimo, 28 giugno, dalle 16:00 alle 21:00, non solo per esprimere solidarietà a Giuseppe ed Antonio, ma anche, e soprattutto, per allargare la visibilità dell’impegno politico omosessuale e transessuale, per dare forza alle rivendicazioni civili del movimento glbt, per testimoniare la necessità di un avanzamento culturale di tanta parte della società italiana.


Per questo è stata scelta la data simbolo del 28 giugno, celebrazione della Giornata Mondiale dell’Orgoglio Omosessuale: per ricordare che gli omosessuali ancora oggi non hanno il diritto di amare, di volersi bene, di essere felici, di mostrarsi per quello che sono, di progettare il proprio futuro assieme alla persona che amano, per ricordare che, ancora oggi, in molti Paesi gli omosessuali vengono perseguitati, picchiati, minacciati, offesi, uccisi.


Gay, lesbiche e trans mostreranno con orgoglio i loro volti e faranno sentire la loro presenza sfidando con civiltà chi pensa, in base alla logica del branco, di poter attaccare persone indifese e restare impunito.


All’iniziativa hanno già aderito, e saranno presenti con propri stand e materiali, anche Amnesty International, Arcilesbica Napoli, Arcigay Napoli, Associazione di Cultura Omosessuale F. G. Lorca di Salerno, Associazione universitaria omosessuale F. G. Lorca di Salerno, la libreria Mercurio di Napoli, per un appuntamento di enorme importanza politica che vedrà unito tutto il movimento glbt campano.


Durante il pomeriggio saranno allestiti gazebo ed info points, e i partecipanti alla giornata distribuiranno ai passanti volantini e materiale informativo su svariati temi: il significato del 28 Giugno, i diritti negati alle coppie di fatto, le attività del Circolo e delle altre realtà presenti, i progetti per i mesi a venire.


INFO Circolo Coming Out info@comingoutcaserta.it, 349/0915305, 339/3453123


ROMA

 

Laltra Sponda


In attesa del PRIDE DI ROMA DI SABATO 3 LUGLIO, anche quest'anno come lo scorso anno Arcigay Roma sarà presente all' "Altra Sponda" (Piramide - Darsena del Tevere - Lungotevere Ripa tra Ponte Sublicio e Ponte Palatino), con uno stand che quest'anno ospiterà anche l'ARCIGAY NAZIONALE ed altre realtà territoriali ARCIGAY, dove si troverà materiale informativo, libri e tanto altro...


In particolare sabato 26 giugno alle ore 22.30, ci sarà l'inaugurazione dell'area, che quest'anno dura un mese, e rappresenta un successo culturale e politico per l'integrazione tra la comunità GLBT e la cittadinanza, tutto senza barriere fisiche, culturali ed economiche.


In particolare, Lunedi' 28 giugno, Giornata mondiale dell'orgoglio GLBT, alle ore 19,30, si terrà la presentazione del libro "12 Racconti di autori gay" (Carmine Amoroso, Andrea Bergamini, Sylvano Bussotti, Fabio Canino, Ivan

Cattaneo, Massimo Consoli, Fabio Croce, Alessandro Golinelli ed altri).

Interverranno: Antonio Porta (Editore), Antonio Veneziani (Scrittore), Fabio Croce (Responsabile Cultura di ARCIGAY ROMA - Gruppo ORA e Editore).


INFO roma@arcigay.it

 


BOLOGNA


Per la Giornata Mondiale dell'Orgoglio GLBT il Circolo Arcigay Il Cassero sarà presente in Piazza Maggiore con un infopoint ed improvviserà azioni collettive di Flah Mob per la visibilità omosessuale.

Alle 22 in via Don Minzoni 18, sede del Circolo, festa per il 22° compleanno del Cassero: torta & spumante per tutt*!


INFO Circolo Arcigay Il Cassero 051.6494416


A Vicolo Bolognetti, lunedì 28 giugno prenderà il via "Estatike", la kermesse di performance artistiche, sperimentazioni, proiezioni video e dibattiti, che fino al 2 luglio animerà lo spazio-laboratorio del Bolognetti Land.

"All night Pride Party" , la festa di inaugurazione, durerà tutta la notte e si aprirà alle 20 con l´aperitivo e il dj set con special guest My Own Parasite, e continuerà con le videoproiezioni sui Gay Pride a cura del Mit - Movimento Identità Transessuale e il video Queerforpeace a cura di Antagonismo Gay.

"Estatike" proseguirà poi con una rassegna eclettica e in divenire, uno spazio laboratorio dove le più significative realtà bolognesi impegnate nelle tematiche di genere e identità sessuale potranno esserci e manifestarsi: Arcilesbica, Diversiva, SexyShock, ComunicAttive, Jurta, Gaya Mater Studiorum, Casa delle Donne per non subire violenza, saranno presenti fino al 2 luglio non solo attraverso produzioni artistiche, ma anche con testimonianze e dibattiti sul disagio sociale, la prostituzione, l´autoimprenditorialità, la flessibilità e il precariato delle donne al lavoro.


TRENTO


ArciLesbica Trentino Alto Adige e ArciGay Trentino in collaborazione con


Trento


l'Assessorato alla Cultura e alle Pari Opportunità Comune di Trento e con il sostegno di Gruppo Consigliare Provinciale Socialisti Democratici e Riformisti PRESENTANO DOVE NASCE L'ARCOBALENO - 35 ANNI DI LOTTE PER LA DIGNITÀ (28 GIUGNO 1969 - 28 GIUGNO 2004).

Venerdì 25 giugno ore 21 si terrà la proiezione di STONEWALL (film drammatico 1996 - GB) e di ODIO I SALUTI - film documentario dedicato a Piera Zanotti, presso la Sala Circoscrizione S.Giuseppe S.Chiara, in Via Perini / Via Giusti a Trento.

Mentre Lunedì 28 giugno ore 18 ci sarà la presentazione del libro STONE BUTCH BLUES della giornalista americana, attivista sindacale, GLT, contro il razzismo e la guerra Leslie Feinberg. Sarà presente la traduttrice Margherita Giacobino. Presso la Biblioteca Comunale - Sala degli Affreschi in Via Roma - Trento. Alle ore 21, direttamente dal Comedy Lab di MTV, la d.ssa Fullin, famosa archeologa studiosa dell'antica lingua dei tuscolani terrà una lezione: "TUSCOLANA!" presso il Teatro Cuminetti - Trento


PALERMO


GLBT Pride cittadino nel capoluogo siciliano.

 

Dal 24 al 27 Giugno presso la sala Igea Lido di Palermo proiezione del film "Il vento, di sera" regia di Andrea Adriatico con Corso Salani, Ivano Marescotti, Giovanni Lindo Ferretti, Alessandro Fullin.

Il film è stato presentato in prima mondiale al Festival di Berlino nello scorso febbraio, ed è attualmente invitato in numerosi festival internazionali, tra cui molti gay and lesbian film festival in tutto il mondo, a cominciare dal più famoso, quello di San Francisco a giugno in occasione del Pride.


Il 28 Giugno, Giornata Mondiale dell'Orgoglio, alle 17 inaugurazione della Mostra fumetti Gay – Lesbo con tavole di Marco Albiero, Chelsea Boys, Howard Cruse, Roberta Gregory, Patrizia Mandanici, Mabel Morri, curata da Marco Milone presso libreria Altroquando dove rimarrà esposta fino al 3 luglio, mentre dal 5 Luglio potrà essere visitata presso Lady Oscar ArciLesbica con presentazione dell’antologia Happy boys (Coniglio editore) e della collana Boy + Boy (Echo communication)


INFO Marco Milone marco2481@interfree.it - www.milonemarco.tk

Altroquando - C.so Vitt. Emanuele, 145 Palermo htttp://wwww.malox.com/altroquando - altroquando@tin.it

Lady Oscar via Ettore Ximenes, 95 Palermo http://www.ladyoscar.splinder.it/ - l.oscar@katamail.com


PESCARA


A Pescara il 27 giugno per la Festa dell'Orgoglio GLBT, con inizio alle ore 18 presso la Sala Conferenze del Museo d'Arte Moderna Vittoria Colonna di Pescara, si terrà una conferenza sul tema con intervento dell'On. Nichi Vendola (Deputato PRC), Dott.ssa Lucia Bonuccelli (Psicologa); presiede Adelchi De Collibus (Assessore alla Cultura del Comune di Pescara).


Diversi da chi


Una seconda iniziativa, con inizio alle ore 22,00 e sempre presso la Sala Conferenze del Museo d'Arte Moderna Vittoria Colonna di Pescara, è la proiezione del Film "Stonewall" Tratto dal libro di Martin Dobermann: Ricostruzione degli eventi di Stonewall, il bar gay newyorchese teatro della famosa ribellione del 28 giugno 1969 contro la polizia, simbolo delle rivendicazioni dell'attivismo omosessuale, uno dei momenti cruciali per la nascita del movimento di liberazione omosessuale.

Le due manifestazioni, rappresenteranno anche occasione per la raccolta di fondi da destinare alle diverse attività dell'Associazione oltre alla raccolta di firme per la proposta di Legge sui PACS, Jonathan è un'associazione GLBT (Gay, Lesbica, Bisessuale, Transessuale) nata a Pescara con lo scopo di rappresentare luogo di aggregazione, discussione e di confronto per tutte quelle persone che vivono direttamente la condizione GLBT e di promuovere forme di dialogo con la società e le istituzioni per il riconoscimento di tutti i diritti. L'Associazione si riunisce tutti i lunedì, alle ore 21.30, presso la sede Arci in Via Palermo n.41 a Pescara.


INFO Jonathan - Diritti in movimento - Associazione GLBT, Via Palermo, 41 - Pescara, info@alinvolo.org, www.alinvolo.org


VERONA


CIRCOLO PINK VERONA vi invita alla festa legata alla giornata dell'orgoglio gay lesbico e transessuale che abbiamo organizzato per SABATO 26 GIUGNO dalle ORE 21.00 IN POI


Pink


Alla festa sarà possibile cenare a prezzi modici, bere ad altrttanti prezzi politici, ascoltare musica e, per i più scatenati, ballare!!!!

Il luogo è c/o "La chimica" che si trova in Lungadige Attiraglio (vicino alla diga del Chievo lato Parona).

Chi desidera collaborare all'organizzazione della festa - anche con un piccolo contributo di lavoro - puo' partecipare giovedi 24 giugno (ore 21.00) al Pink - Via Scrimiari , 7 - Verona all'incontro organizzativo. . Naturalmente portate alla festa amici-conoscenti-ex amati-fidanzati e chiunque desiderasse passare una serata in compagnia, sicuramente ci sarà bisogno di tutti e tutte. Per entrare non serve una tessera o un biglietto basterà che facciate un'offerta.

Il ricavato della festa andrà a sostegno delle attività della sede di VIA SCRIMIARI. .


INFO www.circolopink.it
 
25/06/2004 - Arcigay.it - Matteo Ricci











































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La camera dei Lord boccia la legge sulle unioni civili  
Ennesima sconfitta di Blair sul fronte coppie gay mentre la Corte Suprema le equipara alle etero 
Londra. "Un Bill che dà alle coppie gay gli stessi diritti e le stesse responsabilità di quelle etero" Con queste sarcastiche parole la baronessa O'Cathain, esponente di spicco dell ala conservatrice che ha saldamente in mano la camera dei Lord, ha liquidato la proposta di legge che introduceva il riconoscimento delle coppie gay nel regno unito. Ora Blair non rimane che decidere se forzarne l'approvazione, cambiare la legge o ritirarla. Non è la prima volta che la camera dei Lord blocca una legge sul riconoscimento delle coppie gay ma quello che ha fatto arrabbiare le associazioni gay è l'atteggiamento passivo di Blair che finora non ha mai operato per appoggiare la legge a differenza di altre di suo interesse. Tant'è che i diritti per i gay finora sono stati assicurati solo dal sistema giudiziario che ha riconosciuto l'adozione per le coppie gay senza che queste avessero uno status legalmente riconosciuto e , è notizia di ieri, le ha equiparate a quelle etero di fronte alla legge.
25/06/2004 - Gaynews.it - Giorgio Lazzarini

postato da Diamocela | 12:27 | commenti
 
       

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