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lunedì, maggio 31, 2004
Negata la comunione a gruppo di gay cattolici
Chicago. Come ordinato bdal cardinale Francis george, un gruppo di gay cattolici si è visto rifiutare la coomunione domenica proprio perchè i singoli individui indossavano la spilla arcobaleno, simbolo della loro consapevole accettazione dell'omosessualità. Dapprima un gruppo di fedeli cattlici ha fatto uno sbarramento per selezionare chi doveva passare a ricevere la comunione e chi no, poi, trovato il modo di aggirare l'ostacolo, i gay si sono visti negare la comunione direttamente dai preti. Questo accade nella moderna Chicago del 2004. In compenso il sinodo anglicano ha fatto sapere che da settembre benedirà le coppie gay in matrimonio. La decisione deve ora fare i conti con l'opposizione dei paesi più arretrati come Africa e Asia, il cui clero anglicano si oppone violentemente alle coppie gay e al loro riconoscimento. Ma pare che il Canada abbia deciso di tirare avanti per la propria starada, vista l'indipendenza intellettuale di cui godono le varie comunità.
giorgio lazzarini - gaynews.it
LESBO, TRANS, GAY NELLA TUA CITTÀ
Poiché un cittadino informato è un cittadino più responsabile, e in grado di scegliere con maggiore oculatezza, stiamo contattando candidati che si propongono come rappresentanti della comunità GLBT nelle varie realtà locali, per sapere quali sono i loro pensieri e i punti sui quali intendono impegnarsi se eletti. Nera Gavina, una delle socie fondatrici di un'importante realtà come ArciLesbica, è candidata al comune di Bologna per Rifondazione Comunista: "Sono sempre stata una lesbica visibile, il mio volto è comparso sui giornali, diciamo che ho contribuito anche a far capire che essere gay o lesbiche non significa rinchiudersi o confinarsi in relazioni nascoste. Ho fatto del mio essere lesbica un motore di trasformazione dell'esistenza. Con l'ufficio Nuovi Diritti della CGIL abbiamo elaborato un libro bianco sulle discriminazioni che subiscono le lesbiche nel mondo del lavoro nel momento in cui vengono scoperete o anche solo sospettate essere lesbiche. Faccio anche parte del coordinamento Infinite Donne contro tutte le guerre, espressione di vari movimenti di donne contro le guerre. Da sempre mi batto, all'interno di ArciLesbica, contro le discriminazioni e l'omofobia, piaga difficile da estirpare."
La situazione a Bologna. "A Bologna a livello politico c'è una totale assenza di attenzione nei nostri confronti: ci ignorano, il che la dice lunga. Questa pubblica amministrazione ha dato un bel luogo all'ArciGay però diciamo che si sono dimenticati dell'ArciLesbica, che non ha tutt'oggi una sede ed è ospite dell'ArciGay. L'Amministrazione guidata da Guazzaloca voleva il Cassero di Porta Saragozza per poterlo ridare alla Chiesa, infatti adesso è il museo della Madonna di San Luca. L'ArciLesbica, che comunque ha tremila soci solo a Bologna, non ha una sede. Senza dimenticare che ci sono anche le altre associazioni delle donne, delle quali io conosco le difficoltà. Bologna ha bisogno della presenza delle donne e questa presenza va valorizzata. Un altro punto su cui vigilerò nel modo più assoluto sarà sulla laicità delle istituzioni pubbliche. Già in passato ci sono stati attacchi su questo fronte e la stessa recente legge sulla procreazione medicalmente assistita è un manifesto ideologico la cui ricaduta è notevole per quanto riguarda l'autodeterminazione delle donne e la laicità delle istituzioni pubbliche. Solo se le istituzioni rimangono laiche c'è lo spazio anche per la questioni dei diritti degli omosessuali."
Idee, progetti, modi d'azione. "Penso che la presenza di iniziative nelle scuole sia molto importante. Servono progetti che combattano il fenomeno del bullismo e che siano di sostegno agli adolescenti che si scoprono omosessuali. Occorre un lavoro capillare. È un progetto culturale che deve coinvolgere dalle famiglie alle scuole ai luoghi di lavoro. Già la presenza in consiglio comunale di Sergio Lo Giudice è stata una grande conquista per Bologna. La mia vuole essere una candidatura rafforzativa, non competitiva. Io non sono una lesbica separatista: penso che possiamo modificare l'esistente, quello che è intorno a noi, soltanto se stiamo nel mondo e se ci rapportiamo con chi ci circonda. Non mi interessa chiudermi nella mia specificità, voglio contaminare invece, perché penso che solo così coloro che si scoprono gay o lesbiche potranno stare meglio. Dobbiamo farci conoscere e non stare confinati nel nostro mondo. Solo così si può cambiare quello che è intorno a noi. Sta già succedendo. Vedo che ci sono cambiamenti nella percezione dell'omosessualità. Nel mio materiale per la campagna elettorale c'è scritto ben chiaro chi sono e per cosa mi batto. Sono le tante Nere che ci sono dentro di me, la Nera lesbica, la Nera femminista, la Nera che si batte per gli immigrati, la Nera che domani va a sostenere gli operai... questo è ciò che sono e questa persone porterei in consiglio comunale, non esisterà mai che io nasconda la mia identità."
Bologna vede anche la candidatura di Marcella Di Folco, che dal 1988 è presidente del M.I.T., Movimento d'Identita Transessuale e che nel 2000 ottenne dall'allora Ministro per le Pari Opportunità on. Katia Belillo l'istituzione della Commissione per l'Identità di genere, purtroppo oggi sospesa. Marcella è candidata per i Comunisti Italiani al Consiglio Provinciale di Bologna nei collegi Bolognina, Fiera e Malpigli-Marconi. "Il mio obiettivo è fare in modo che tutto quello che è la discriminazione, la problematica del lavoro, la salute, vengano elaborati in modo che non ci siano ostacoli per nessuno. A cominciare dagli anziani, dagli immigrati e dalle persone GLBT, per far si che stiano bene e abbiano la stessa parità di trattamento di tutti gli altri cittadini. Mi sono orientata sulla provincia per poter lavorare e fare un'azione più di cultura, anche a livello dei paesini di montagna e di pianure. Bisogna che la gente si renda conto che ci sono persone diverse ma che comunque sono persone, non sono oggetti o schiavi o oggetto di ludibrio, tutte situazioni che avvengono soprattutto dove c'è molta ignoranza e molta non conoscenza del problema. È un lavoro difficilissimo, perché sinora tutto il lavoro è stato svolto nelle città mentre le campagne, le zone rurali, le zone di montagna non vengono mai toccate. L'impatto è duro, è difficile anche se tutto sommato le cose possono andare meglio nei piccoli paesi che nei centri di media grandezza. Nei paesi di 500 abitanti ti conoscono tutti e se ti conoscono ti possono stimare e accettare la tua situazione, il che ovviamente non può avvenire nei centri con dieci o quindicimila abitanti, dove tende ad esserci più ostracismo e isolamento."
Il partito e le coppie gay. "Il partito dei Comunisti Italiani è un partito relativamente nuovo, con ideali comunisti, però devo dire che da questo punto di vista c'è una grande apertura verso il mondo diverso, sia che si tratti di gay, lesbiche e trans, sia che si tratti di immigrati, in un modo forse più semplice e diretto rispetto ad altre realtà politiche della sinistra. Tempo fa Maura Cossutta presentò un piccolo emendamento a una finanziaria per non far pagarci pagare le tasse del tribunale dopo il cambiamento di sesso. Oggi in Italia l'orientamento sessuale ha già una sua evoluzione, una conoscenza specifica ma sul problema dell'identità di genere c'è ancora una tale incultura che credo che tra tutti i nostri parlamentari solo qualche decina conosce il problema nella sua vera realtà. Al giorno d'oggi non si riesce mai ad avere incontri nelle varie commissioni sia parlamentari che regionali in cui si spiega che l'identità di genere non è una problematica di cui vergognarsi perché c'è una legge dello stato che la tutela, anche se non lo sa nessuno". (Si riferisce alla legge del 1982 che regola le norme di rettifica di attribuzione di sesso, ndr.) "Nel mio precedente mandato di consigliere comunale feci approvare una modifica della legge anagrafica per cui le coppie potevano dichiarare di essere coppie conviventi e con un legame affettivo e facevano nucleo familiare. Mi aiutò anche Sergio Lo Giudice e venne istituito un albo comunale nel quale le famiglie anagrafiche basate sull'affetto da allora sono segnalate. Un'altra battaglia certamente da fare riguarda le adozioni. È ora di sfatare questa chiacchiera terribile per cui se una coppia gay o lesbica alleva un figlio questo diventa gay, è veramente ridicolo, sembra quasi che abbiamo un virus che si attacca... la società deve capire certe cose. Nel momento in cui si riconosceranno le coppie di fatto questo sarà consequenziale. Il diritto ad avere una discendenza, sia che sia adottata o meno, è un diritto di tutti i cittadini e non solo di quelli che sono sposati, come vuol far credere la parte cattolica. Io vedo molto spesso donne sole che allevano meglio delle famiglie "normali", questa è una situazione parallela. È fondamentale che si superino queste ipocrisie sciocche e cretine."
A Reggio Emilia da segnalare la candidatura di Ennio Trinelli, regista, autore, attore teatrale, direttore di festival e scrittore. È impegnato attivamente nella lotta per il riconoscimento di pari diritti per la comunità GLBT ed è portavoce del Coordinamento Omosessuali dei Democratici di Sinistra. "Ho sempre fatto attività politica per i diritti di lesbiche e gay per cui questa scelta di candidarmi è uno sbocco quasi naturale. Per quanto riguarda la zona di Reggio Emilia c'è da dire che ArciGay ha lavorato benissimo. Walter Pergolis che ne è il presidente è una persona estremamente in gamba e vorrei sottolinearlo. In zona, come in altre città d'Italia, ci sono difficoltà a reperire spazi da adibire a luoghi d'incontro, una cultura un po' superficiale rispetto ai diritti GLBT, che spesso viene indicata come una comunità che vorrebbe più diritti degli altri. È una città tuttavia dove si sta bene, dove non ci sono fenomeni d'intolleranza o episodi di violenza legati al queer bashing, sembra quasi che non ci sia da fare molto di più di quello che invece già stiamo facendo. Invece c'è sempre bisogno di affermare i diritti di tutti in qualsiasi momento, perché siamo esseri umani e come tali abbiamo la memoria corta."
La politica della sinistra e i gay. "Ci sono aspetti che sono legati alla visibilità personale. Non si può continuare a delegare agli altri di fare delle cose. Poi quando si va a votare bisogna pensarci. Se è vero che durante i cinque anni in cui è stata al governo la sinistra non ha portato le nostre istanze in primo piano è anche vero che nelle città in cui sono stati avviati dei registri per le coppie di fatto ci sono state un numero di iscrizioni irrisorio. È vero che c'è bisogno di una maturazione della classe politica omosessuale, che sta avvenendo, ma c'è altrettanto bisogno di una maturazione degli omosessuali stessi. Cosa succede votando a destra mi sembra che lo abbiamo già visto. Dobbiamo renderci conto dei meccanismi della politica: questi sono temi difficili, bisogna essere pazienti, visibili, forti e determinati quando è il momento, per questo dobbiamo avere tutta la comunità GLBT dietro, altrimenti come facciamo? Occorre un grande movimento che venga dal basso, non basta limitarsi alla discoteca o al momento di ritrovo, che pure è importante. Come diceva Julian Mitchell in Another Country: La miglior discrezione è l'indiscrezione totale. Sembra un paradosso ma ti protegge. Lotti subito ma poi non sei ricattabile in nessun modo e vieni rispettato." Tra gli obiettivi principali verso i quali Trinelli intende lavorare ci sono l'istituzione nel Comune di Reggio Emilia di un ufficio che si occupi di Diritti Civili e contro ogni discriminazione; una politica di attenzione ai diritti di Lesbiche e Gay provenienti da tutti quei paesi dove la condizione è ancora duramente repressa e perseguitata; la promozione di iniziative culturali (Festival, Rassegne, incontri, Mostre d'arte e fotografiche) che partendo dalla questione LGBT allarghino il loro spettro d'azione al rispetto dei Diritti Umani ed una politica di informazione e di educazione nelle scuole volta al rispetto delle differenze.
L'elenco aggiornato dei candidati e delle candidate che sostengono il riconoscimento dei Diritti GLBT è disponibile al sito: http://www.arcigay.it/show.php?924 30/05/2004 - Gay.it - Roberto Taddeucci
PERCHÈ LE LESBICHE DIFFIDANO DELLE BISEX
Colgo il suo invito per erudirla in merito alle sigle in uso sul mensile Babilonia: astbx=astenersi bisex. Da brava tribade le illustrerò il motivo di tale crudele esclusione: le bisessuali, che brutta parola, spezzano il cuore di noi povere lesbiche! Immagini una tenera fanciulla, appena fuggita dalle grinfie dell'orco cattivo (sto descrivendo fedelmente la situazione vista nell'ottica saffica) la quale vaga sperduta nel bel mezzo di un'intricata foresta. In tale frangente corre in suo aiuto la nostra bella (lesbica) che l'accompagna al villaggio, dove ha inizio il sogno di un futuro insieme, tra giuramenti di eterno amore. Ma un bel giorno la fanciulla si disamora o si stanca delle continue difficoltà, e se ne va col primo Principe Azzurro che passa di lì. E la nostra lbs=lesbica? A lei non rimane che raccattare i cocci del suo romantico cuoricino infranto!
Non scrivo annunci ma sono anch'io convinta che in un'ipotetica tenzone con un valente cavaliere per la conquista di una dama, sarei io ad uscirne perdente. Basta fare un confronto tra i due rapporti: una relazione d'amore tra donne non è apprezzata dalla società, non ha riconoscimento giuridico (non esiste) e la recente legge sulla fecondazione... preferisco non perdermi in inutili invettive.
Certo non sono più i tempi di mia nonna, ma un rapporto eterosessuale offre maggiore stabilità: prima di divorziare ci si deve sposare; riconoscimento sociale speciale, si ha qualcuno da presentare alla tribù dei parenti senza rischiare una serie di infarti; i figli, anche se per il momento possono bastare i «bambini urlatori» dei vicini di casa. Astbx forse significa «non mi va più di essere lasciata perché non possiamo avere un rapporto regolare». Mi permetto di consigliare ad Anna che le ha scritto di informarsi leggendo (Amori senza scandalo di Rigliano, Omosessuali moderni di Barbagli-Colombo, Io ho una bella figlia di Danna e Zoe, i romanzi della Winterson), e guardando film. Rende un po' meno fragili e più consapevoli, insomma a volte aiuta.
S. Bologna
Lei è una persona molto simpatica e intelligente, e la ringrazio sia per avermi chiarito un piccolo mistero che per i consigli di lettura, che mi auguro siano utili a molti (io qualcosa conosco già, anzi almeno del libro di Barbagli-Colombo ho anche scritto).
Lei dice cose molto sensate, e le può dire perché conosce bene i problemi del mondo lesbico. Le dicessi io, a naso, penso che mi direbbero di star zitta, e forse avrebbero ragione. Però credo che il buon senso non abbia sesso. Lei in sostanza dice: innamorarsi di una donna «temporaneamente» lesbica, cioè bisessuale, è una fregatura, perché prima o poi troverà che la vita etero procura meno drammi e fastidi.
Mi permetto di dire, probabilmente sbagliando, che se fosse davvero così, non ci sarebbe ragione neppure per una lesbica calcolatrice (non credo che l'orientamento sessuale definisca anche virtù o vizi) di scegliere almeno apparentemente l'eterosessualità. Lo fanno talvolta o spesso, non so, anche gli uomini omosessuali, che si sposano per avere una famiglia o per facilitarsi la vita. Forse anche per le bisessuali le passioni finiscono, come per lesbiche e gay: e non è detto che il nuovo amore sia per forza un uomo.
da Il Venerdì di Repubblica, rubrica "questioni di cuore" di Natalia Aspesi
La "leggenda" vivente torna stasera in TV
Su Teleroma 56, alle 22.30 di ogni sabato, con replica domenica 30, alle 0.30, c'e' una nuova trasmissione TV sulle tematiche GLBT, che dura un'ora e mezza. Si chiama "Outing", e inizia con un titolo in rosso sullo sfondo (sonoro) di una sirena (stile "polizia di New York") che si apre su una porta a luce verde, dove un'ombra cinese in blu suona improbabili strumenti del paradiso. Che, infine, diventa un salotto per gli ospiti, dove, presentati da Patrizio Amabili ed Helena Velena, si svolge il rito iniziatico del "coming out", cioe' del rivelarsi pubblicamente agli altri. A questa trasmissione ha partecipato, sabato 29 maggio, anche Massimo Consoli. E qui bisognerebbe dire che l'iniziativa soffre acutamente della mancanza di ospiti validi e, salvo qualche eccezione, si riduce al solito giro di lesbiche e trans, pieno di bisbiglii, sorrisi e nulla da dire. E si capisce, quindi che l'entrata di Massimo Consoli si e' subito notata, sia per la mole anche fisica del personaggio, che si e' seduto accanto alla conduttrice. E sia quando ha cominciato a parlare, e col suo vocione flautato ha calamitato l'interesse di tutti che letteralmente pendevano dalle sue labbra. Un po' come una musica fatta di parole, di un improbabile pifferaio di Hamelin, che suonava per incantare i ragazzi (che li' non c'erano). E, ogni tanto, scuotendosi dalla magia, se no poi la trasmissione l'avrebbe fatta soltanto lui, il conduttore l'interrrompeva per far passare gli altri ospiti. Comunque, Consoli era la star della serata, e sotto le domande della conduttrice, una trans straordinaria per la verve e l'intelligenza che ha trasfuso anche in diversi libri sull'argomento del Cybersex e del Transgender, ha raccontato gli inizi del movimento di piu' di trent'ani fa.
Seconda sorpresa, infatti, e' stato l'interessamento di Helena Velena, che dopo aver definito Consoli una "leggenda vivente" e anche inizitore del movimento europeo, e chiaramente innamorata (culturalmenteŠ) di lui, ha pilotato l'intervista con diverse domande "ad hoc" e, come una vera fan, gli ha fatto raccontare i suoi inizi, da quando era ingenuo studentello, al suo viaggio in Olanda, alle iniziative intraprese qui da noi, in Italia, parlando anche dei suoi primi rapporti con l'appena scoperta rivista francese "Arcadie". Particolarmente interessante la registrazione TV del TG2 del 1979 con la visita alla mostra della "Gay House Ompo's", che esibiva tutta la stampa gay dell'epoca, e un Consoli ragazzino che spiegava ogni cosa al pubblico. Da dire che la trasmissione s'intonava bene alla cravatta di Consoli, al divano e alla porta luminosa in fondo: tutto di colore verde. Telefonate in studio anche di etero e di una psichiatra che difendeva (invano) il suo lavoro con i gay. Insomma, Consoli e' piaciuto tanto che contrariamente agli altri ospiti e' stato trattenuto fino alla fine. Tanto che il musicista intervenuto dopo, che si e' quasi seduto sulle ginocchia del conduttore Patrizio, se n'e' pure lamentato, mentre Consoli e' stato invitato a tornare. E che poiŠ non e' solo lui che ci guadagna!
Luigi Ferdinando sito web - da www.arcigaymilano.org
domenica, maggio 30, 2004
'SIETE PAZZI A VOLERVI SPOSARE!'
Vittorio Sgarbi è l'unico esponente del centrodestra a farsi intervistare da Gay.it per le elezioni. "Diritti? non li vorrei nemmeno tra uomo e donna, ma mi impegnerò per voi". ROMA - Ha grinta, fascino sapientemente mixato all'impegno che rivolge al nostro patrimonio artistico; divulgatore d'arte alla pari di Federico Zeri o Giuseppe Marchiari. Vittorio Sgarbi si apre confidenzialmente con noi, divagando tra elezioni e diritti.
Professore, perché questa candidatura patrocinata dai Repubblicani?
Il Partito della Bellezza è un gruppo liberal legato al mio nome. Il collegamento coi repubblicani è indirizzato alla difesa della civiltà artistica e al tentativo di impedire scempi e orrori legali voluti da amministrazioni coi soldi dello Stato. Per questo le mie battaglie sono con un partito che ha fondato "Italia Nostra" con Bassani ed Elena Croce, entrambi Repubblicani; col Fai della Crespi; Galasso, titolare della legge per l'ambiente, che ha voluto con Spadolini il Ministero per l'Ambiente. Ecco, questi elementi spiegano l'accordo tra me e loro. Poi, la bellezza è un concetto talmente esteso da essere definito da Platone: "lo spessore del vero".
Parliamo di matrimoni e adozioni omosessuali.
Su questi temi sono abbastanza pittoresco. Il mio modello di eterosessuale è uguale a quello omosessuale: rapinoso, in cui intendo il sesso come libertà degli istinti, fuori dal matrimonio. Per cui, se per me l'uomo libero è l'essenza pura della sessualità espressa, nel momento in cui si sposa la comprime. Trovo che il matrimonio tra gay è una ghigliottina che toglie alla libertà di un mondo, che della trasgressione ha costruito la sua identità, l'elemento primario. Introduce un elemento normativo che è l'opposto del piacere omosessuale e anche del mio piacere eterosessuale esemplato sul vostro.
Un'idea pasoliniana.
Molto pasoliniana. L'idea che due uomini si sposino mi sembra dannoso, come lo è per l'uomo e la donna. Siccome per loro è previsto e per i gay no, andare a comprarsi una ghigliottina e mettersela in casa mi sembra assurdo, stupido. Capisco che la ragione è opportunistica: stabilire un rapporto di fiducia, anche contrattuale, per cui due persone legate non lo sono per caso; che lo "status" civile sia garantito a due persone che vogliono vivere insieme, malauguratamente per loro, per tutta la vita e magari anche fedelmente. Ora candidare tutto questo su due persone che possono essere libere è un'autocastrazione. Ci sono necessità di ordine pratico che vanno regolamentate; ma non si può parlare di matrimonio bensì di un accordo, contratto. Una qualunque legalizzazione di un rapporto è logica se la si vuole: io la sconsiglio! Il matrimonio è dannoso per gli etero si figuri per chi non avendolo vuole assumerlo come regolamentazione di un rapporto.
Lei affascina ma non convince. Diritti, Sgarbi, diritti.
Sì? I diritti non li vorrei neanche fra uomo e donna. Le sto parlando a cuore aperto! Io sto con una donna e lei è libero di stare con me; quando il nostro rapporto finisce è finito tutto. L'ho amata, dopodiché io ti saluto. Perché devo mantenerti? Non c'è cosa peggiore dei ricatti: io ne ho avuti vari, avendo fatto figli sparsi, e c'è chi vuole 20 milioni al mese e cose del genere. Il punto dei rapporti coi i figli è importante anche per il padre, ove l'ha voluto. Se non l'ha voluto, è stato fregato. La donna può decidere di abortire o meno, non io. Il mio atto sessuale di un momento diventa la mia responsabilità per una vita!
Non è sempre così. Lei conosceva Giovanni Forti? Aveva dei figli che adesso vivono con suo compagno.
Una situazione singolare, perché i figli venivano da un altro rapporto. Parliamo di me e lei. Io sono omosessuale, mi innamoro di lei e ci sposiamo. Per che cosa? Perché quando muoio lei diventa mio erede, non c'è altra ragione, se non inventarsela. Altrimenti dovrei stabilire il figlio adottivo che è un'altra materia ancora. Il matrimonio suppone che io abbia un rapporto fisico con una persona da cui esce un figlio; il resto è un accordo che io e lei facciamo per garantirci una nostra situazione unica. Insomma, il rapporto tra due persone è fonte unica di piacere, non di diritti. Mi fermo, stop, perché non vorrei creare un casino nel mondo gay.
Senta perché in Italia non si riescono a fare leggi pro-gay?
C'è una tensione cattolica forte, con alcuni valori di umanità e dolcezza, con il culto di famiglia anche come luogo di ferocia. Il mondo pagano aveva una più ampia tolleranza rispetto a quello cattolico, che ha valorizzato l'omosessualità attraverso il proibizionismo e la ghettizzazione, che per alcuni versi sono valori eccitanti, trasformando una libertà in arbitrio. Dove una religione controlla la società, la libertà del corpo è compressa. Certo, la cattolica è meno rigida di quella musulmana, ma ha posto una serie di vincoli che rendono difficile una visione totalmente individuale o libera del corpo e dei suoi istinti.
L'ingresso dei 10 Paesi nell'Unione Europea è un bene o un male?
Portano con loro tradizioni e superstizioni che rallenteranno il processo di liberazione. Non so dove porti una società cristiana nella sua organizzazione civile. E' pericolosa! Ogni religione quando entra nella determinazione dei comportamenti individuali, determina delle forme repressive. Quello che vediamo nei Paesi islamici, mi pare che sia molto più inquietante.
La nostra inquietudine si chiama Ratzinger.
Fortunatamente non vi taglia la testa o le gambe. Nel caso dell'Islam la legge coincide con la religione e ci sono delle cose talmente violente che noi possiamo ritenerci, non dico fortunati, ma all'interno di un dibattito che si svolge con le parole o con le pressioni psicologiche, non fisiche.
Fortunati senza diritti.
Perché in questo siamo anche noi un Paese islamico, avendo un forte condizionamento della religione nelle scelte dei governi. Questo è molto pericoloso per l'autonomia di seduzioni civili. Perché un omosessuale non può essere un buon cristiano? Qual è la ragione per cui deve limitare il suo istinto, e farlo diventare perverso rispetto alla sua radice? Testori non era un buon cristiano? Proprio non capisco! E Pasolini? I due avevano una spiritualità straordinaria che non c'entra nulla con quello che facevano con il loro uccello. Anche la battaglia del papa contro i preservativi: un papa che si deve occupare di un pezzo di gomma, insomma! La repressione favorisce anche la diffusa omosessualità che è presente nel clero.
Ma a Bruxelles ci aiuterà o spariglierà la comunità gay con queste teorie?
No, firmerò tutto! Sono convinto che uno deve essere libero anche di suicidarsi, per cui se uno vuole sposarsi va bene. E' chiaro che dandogli la possibilità gli si consente anche di non farlo. Ora, io vi devo dare la condizione di scegliere il vostro suicidio, e sono pronto a darvela. Io abolirei anche il matrimonio tra eterosessuali. Comunque, devo darvi la possibilità di scegliere, volete certezze e lo farò con le mie future battaglie. Avviso ai naviganti: avete scelto una cosa che vi può portare il rischio che prima non c'era, cioè sposarvi. La sola parola sposarsi, mi fa orrore. Mi raccomando: non si sposi!
29/05/2004 - Gay.it - Mario Cirrito
sabato, maggio 29, 2004
La “pazza”e il “re della strada”
Le Giornate di Mantova per sconfiggere misoginia e omofobia
Una delle leggende che circolano sul mondo gay narra la mancanza di spirito delle lesbiche, donne che avrebbero scelto di vivere in una armata cupezza isolazionista fatta di tisane, cani lupo, trapani e tute mimetiche. Come tutte le generalizzazioni, fesserie. Questa poi riesce a mettere insieme il peggio della misoginia e il peggio dell’omofobia. Le donne che non “guardano” i maschi sarebbero portatrici di sconsolate solitudini e di tediose giornate passate a parlare della gestione e autogestione della propria vagina. Tanto per dare un’idea di quante fesserie si dicono sulle lesbiche uno potrebbe frequentare qualcuna delle Giornate dei diritti umani (a Mantova dal 27 al 30 maggio) e lì fermarsi davanti alle strip disegnate da Alison Bechdel, autrice di magnifici album esilaranti (c’è tutta una serie intitolata “Dykes To Watch Out For”, Attenzione alle lesbicone) che tratteggiano senza correttezze e correzioni politiche la vita quotidiana di alcune donne omosessuali. Le Giornate dei diritti umani, firmate da Vittorio Bo e Maria Petrosino, sono però occasione per una riflessione più ampia sull’omosessualità, slegata da vincoli iperpoliticisti o da questioni (per altro serissime) di morale e religione. Sono infatti convinto che sempre di più la cosiddetta “questione omosessuale” (definizione che infastidisce assai molti omosessuali stracchi di sentirsi parte di un problema) sia legata a quella irrisolta e sfuggente dei diritti umani. In misura diversa (e quanto diversa!) sia nell’Occidente che nei paesi islamici, la persona omosessuale è stata per millenni negata quando non perseguitata. E’ che a furia di parlare della persecuzione degli omosessuali e della loro mancanza di diritti, di riconoscimento e di identità sociale, uno dice: ma che palle, questi! Resta però il problema. Nelle giornate mantovane è allora possibile allargare lo sguardo sul panorama non solo depressivo ma più propriamente terrificante della condizione di milioni di esseri senza parole e senza volto. Nelle prossime edizioni vorremmo vedere qualche traccia della caccia all’uomo, anzi all’omo, uno degli sport prediletti dall’Islam buono e cattivo.
Lessico familiare
Drag king (inglese). Lett.: re della strada. Omosessuale donan che interpreta per motivi spettacolari in modo grottesco ed estremizzato gli aspetti e i comportamenti del gender maschile.
Pazza. Uomo omosessuale dai modi molto femminili e che spesso si mette al centro dell’attenzione per il proprio modo di fare. Particolarmente rumoroso, vivace, eccessivo e fuori dalle righe. 29/05/2004 - Il Foglio - Daniele Scalise
Lettera aperta a Silvio Berlusconi contro l’omofobia di molti esponenti di Forza Italia Egregio Silvio Berlusconi,
durante la trasmissione “Piazza Pulita” di Antenna 3 andata in onda il 26 maggio 2004, Carlo Taormina, noto avvocato e parlamentare del suo partito, ha rivolto a Francesco Italia, direttore di rete dell’emittente satellitare Gay.TV una serie di insulti che brevemente riportiamo:
Su Gay.TV: "Non riesco ad imparare quello che gay tv vuole insegnare"
Sui gay in generale: "Voi siete anormali, lo volete capire che siete anormali? Voi siete anormali e io preferisco la normalità alla anormalità"...
"... io la cultura dell'omosessualità non la voglio... ...cerco di combatterla. Io gli omosessuali non li voglio"
Riferito a Francesco Italia:
" ...mi fai pena se riesci a ridere della normalità, tu mi fai pena... sei bacato in testa... io sono normale tu sei anormale"
In attesa di un suo cenno, vorremmo farla partecipe del nostro sdegno rispetto ad affermazioni che in questo paese possono rimanere impunite, visto che, a differenza di tanti altri stati europei, non sono in vigore norme anti discriminatorie,.
Si possono avere opinioni diverse, ma definire una persona anormale in quanto gay, significa far tornare indietro l’orologio della storia di diversi secoli, significa offendere milioni di cittadini italiani.
Ci chiediamo dove sia finita la vocazione liberale di un movimento che, oltre alle posizioni di Taormina, sempre più si oppone a qualsiasi ipotesi di estensione dei diritti civili e delle libertà individuali; che evoca la libertà come valore fondante del suo agire e poi, a parte alcuni rari casi, nelle amministrazioni locali e in parlamento da prova di essere più clericale della gerarchia cattolica.
Aurelio Mancuso Segretario nazionale Arcigay
P.S. Se vorrà sentire con le proprie orecchie gli insulti descritti, potrà sintonizzarsi su Gay.TV, lunedì 31 maggio alle ore 20,30, quando durante la trasmissione Self Help, verranno messi in onda ampi stralci delle frasi pronunciate da Taormina, che saranno commentate in studio da Franco Grillini, presidente onorario di Arcigay; oppure può visitare il sito www.gay.tv, dove è già presente una sintesi della trasmissione di Antenna 3.
Bologna 29 maggio 2004 Da http://www.arcigaymilano.org
Grillini, per unioni gay anche strada giudiziaria
MILANO - Il progetto di legge per il riconoscimento delle coppie di fatto sara' discusso in commissione Giustizia della Camera nel prossimo autunno, ma, se non passasse, le coppie omo ed eterosessuali che vivono insieme senza sposarsi possono sperare di avere stessi diritti di chi sceglie il matrimonio "anche per via giudiziaria". Lo afferma Franco Grillini, deputato Ds e presidente onorario dell'Arcigay.
"Il progetto di legge e' calendarizzato - afferma Grillini a margine della presentazione del PrideMilano 2004 - ma con un centro destra come questo, che fa passare schifezze come la legge sulla fecondazione assistita, ci sono poche speranze che venga approvato. In questo caso, pero', ci sono altre due strade per il riconoscimento delle coppie di fatto. Una e' l'Unione europea, con una direttiva che obblighi i singoli Stati a uniformarsi, l'altra e' la via giudiziaria".
Secondo Grillini, "in Paesi come Ungheria, Canada, Stati federali Usa, la magistratura ha obbligato il Parlamento a prendere provvedimenti rapidi sulla questione. Speriamo - conclude il presidente onorario dell'Arcigay - che Tribunali, Cassazione o Corte costituzionale portino l'Italia a fare lo stesso".
28/05/2004 - Gay.it
LA GRAN BRETAGNA È UN PAESE DI OBESI PERCHÉ SOSTIENE I DIRITTI DEI GAY Le parole pronunciate dal capo della rappresentanza conservatrice del parlamento britannico Londra. Tra poco, come accadde agli ebrei durante la seconda guerra mondiale, i gay saranno indicati come responsabili della fame nel mondo. Per il momento il capo della delegazione dei parlamentari conservatori al parlamento britannico ha dichiarato durante un dibattito radio sul fenomeno dell'obesità in Gran Bretagna che la causa è da ricercare nell'immoralità del popolo britannico, che sostiene i diritti delle coppie gay. Come? Vi chiederete voi: "Ma che c'entra?". C'entra, invece. Per il parlamentare il fatto di non condividere i pasti in casa è dovuto alla disgregazione della famiglia e al fatto che le donne preferiscono (?) lavorare dodici ore al giorno piuttosto che stare a casa ad accudire i figli. Figli che crescono senza valori morali e che quindi si danno all'omossessualità e finiscono per sostenere i diritti delle coppie gay. L'immenso condensato di scienza non proviene da qualche stordito contadino delle valli ma dal capo dei conservatori in parlamento. Per questo le maggiori associazioni hanno chiesto la sua testa al capo dei conservatori britannici. Noi, più modestamente, gli faremmo notare che senza i gay il mercato del fitness non esisterebbe. Tanto che a guardarsi in giro sembra che il problema principale del gay medio sia il giro vita più che la tutela della dignità della sua vita. Per quanto riguarda il problema dell'obesità, il grasso si può combattere. Dubitiamo però che l'intelligenza possa essere trapiantata. 28/05/2004 - Gaynews.it - Giorgio Lazzarini
CINEMA, IN 'FINO A FARTI MALE' UN TRADIMENTO SAFFICO
Roma, 28 mag. - (Adnkronos) - Farsi male. Forse e' questo il prezzo da pagare per ''essere davvero se stessi''. ''Perche', in fondo, ognuno di noi ha una vita interiore che tiene nascosta''. Alessandro Colizzi, parla del suo ultimo film 'Fino a farti male', con Agnese Nano, Christopher Buchholz, Karin Giegerich e con la partecipazione straordinaria di Marina Rei, distribuito dall'Istituto Luce e in uscita nelle sale il 4 giugno. ''E' una storia di amore e tradimento -afferma Colizzi- un percorso umano dall'apparire all'essere''.Buchholz nel film interpreta Lui, Marc, un uomo felicemente sposato che in tre giorni vede cambiare la sua vita. Tornando prima del previsto da un viaggio di lavoro scopre che sua moglie, Martina, Agnese Nano, lo tradisce da mesi con una donna e che, esasperata, ha deciso di suicidarsi. Decide cosi' di pedinarla, scoprendo una vita parellela e una donna molto diversa da quella che credeva di aver sposato''.''Tutto il film gioca proprio su questo contrasto -spiega Colizzi- quanto sappiamo della persona che ci e' accanto? Spesso ci si copre gli occhi davanti alla realta' delle cose. E quando li si apre e' gia' troppo tardi. Forse dobbiamo imparare a vedere l'altro per quello che e', solo cosi' e' possibile costruire un rapporto sano''. Un tradimento omosessuale, quello di 'Fino a farti male', che pero' non vuole essere una provocazione. ''Quando si e' traditi dalla persone che si ama -dice Colizzi- si sta male nello stesso modo. Sia esso uomo o donna. E' ovvio poi' che il fatto che l'amante sia di sesso femminile complica le cose. Sia per Martina, che non si accetta e vive una forte crisi d'identita', che per Marc, perche' con una donna non hai un vero rivale. Non sai con chi metterti in competizione''. Accusato poi di non aver fatto un film proprio ''sociale'', il regista risponde: ''Cosa c'e' di piu' sociale dell'essere umano? In fondo prima di cambiare il mondo dovremmo pensare a cambiare noi stessi''. Due donne che si amano, dunque, e la lunga scena di un bacio saffico. ''All'inizio ero un po' preoccupata. -racconta la Nano- poi, forse per il fatto di abbracciare un corpo che e' come il mio- non c'e' stato nessun tipo di imbarazzo. Anzi, mi ha quasi divertito''. ''Spesso quando amiamo non vogliamo vedere le cose che abbiamo di fronte. E poi quando la realta' ci crolla addosso e' ancora peggio''. Cosi' Christopher Buchholz, parla del suo personaggio cogliendo l'occasione per ringraziare l'Italia ''un paese che mi ha dato tanto, sempre aperto agli stranieri''. L'attore francese, protagonista anche dell'ultimo film di Michelangelo Antonioni, 'Eros', svela i suoi progetti futuri: ''Sto scrivendo un documentario sulla vita di mio padre, l'attore tedesco Horst Buchholz, che avevo iniziato a girare quando lui era ancora vivo''. Nel film anche una piccola partecipazione di Marina Rei, autrice del brano 'And I close my eyes', che lo definisce ''coraggioso e un po' underground''. Tra i prossimi progetti della cantante ''un disco nuovo'', previsto per gennaio, l'esibizione il 9 giugno al 'Campus' di Cinecitta' e il 23, insieme ad altre band, al Festival del 'Circolo degli artisti'. 28/05/2004 - ADN Kronos
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